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L’altra faccia della NBA: cheerleader sottopagate, pronta la class action!

bucks cheerleaderMancano poche ore dall’inizio del campionato ma una piccola scossa di terremoto, che potrebbe avere conseguenze immense, arriva a turbarne la vigilia. Lauren Herington, ex cheerleader, ha citato in giudizio i Milwaukee Bucks con l’accusa di essere stata sotto salariata, ispirando in questo modo molte colleghe che starebbero pensando ad una vera e propria class action. Va poi aggiunto che la causa è stata istruita presso un tribunale federale del Wisconsin, ciò sta a significare che gli effetti della sentenza si applicheranno a tutte le franchigie degli Stati Uniti.

Gli avvocati della Herington lamentano turni di lavoro massacranti, con allenamenti infiniti, per un salario medio che oscillava tra i 5 ed i 3 dollari. Quindi molto al di sotto di uno stipendio minimo, riconosciuto dalla legge federale per 7,25 $.

Per l’ex ragazza pon pon «era in realtà un impegno lavorativo a tempo pieno ma con paga part time. Poi qualora avessimo avuto un problema fisico, di salute o altro saremo state messe alla porta…». Ma non è tutto visto che ha poi aggiunto «i Bucks mi hanno accollato anche le spese per la pulizia speciale della mia divisa, trucco e prestigiosi parrucchieri come il Salon Nova o la Lash Boutique, dove si spendono minimo 100 dollari».

Una situazione questa non troppo dissimile da quanto accaduto poco tempo fa nella NFL con i Raiders, tanto che l’avvocato del lavoro californiano Sharon Vinick si è scagliato con parole di fuoco contro le società «non stiamo parlando di madri di famiglia, o studenti. Ma di società multi milionarie, che fatturano migliaia e migliaia di dollari ogni ora che decidono di infrangere la legge per risparmiare veramente pochi spiccioli».

Chissà se in attesa della sentenza non siano le franchigie a cercare di limitare i danni cercando una sorta di patteggiamento con le dirette interessate…

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