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Harden: «Le statistiche? Utili, ma senza esagerare…»

james harden houston rocketsIl Barba torna a parlare ai microfoni della nota rete televisiva Fox concedendo un’intervista riguardo l’uso, e forse l’abuso, che la sua franchigia farebbe delle statistiche post partita.

Del resto non è un segreto il tempo e lo studio che i Rockets impiegano nelle indagini di ogni singolo incontro, arrivando a stilare veri e propri bollettini talmente completi da sembrare trattati scientifici. È ovvio quindi che James Harden sia il modello perfetto secondo i tanti addetti ai lavori per testarne la validità, peccato che una volta chiamato in causa abbia teso a ridimensionare molto l’attenzione che ci presterebbe.

«È ovvio che siano uno strumento utile ed un valore aggiunto. Per quanto mi può riguardare non sono così importanti, in fin dei conti restano sempre dei numeri ed esserne schiavo può essere sbagliato. Quando scendo in campo non ci penso mai troppo, il mio unico obiettivo è quello di piazzare il tiro o il passaggio migliore. Alla fine penso sia questo il segreto del nostro successo».

Incalzato poi su un supposto rapporto viscerale tra staff tecnico e percentuali ha seccamente smentito «l’ipotesi che studino prima di ogni partita il mio tasso di successo con la palla in mano per poi consigliarmi di conseguenza. Mi sembra proprio eccessivo, per fortuna gli allenatori non si fanno mai influenzare da questo genere di discorsi: se così fosse ci sarebbe una pressione quasi insopportabile in campo».

Ha infine concluso svelando parte della sua impostazione di gioco seguita fin dai tempi del college, ovvero «un giusto mix tra aggressività sotto canestro, per torchiare la difesa, e tecnica nei tiri dalla distanza all’insegna della continua ricerca della perfezione».

Insomma numeri o non numeri senza classe non si va nessuna parte…

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