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Caron Butler e il poliziotto che gli ha salvato la vita

caron butlerChe le storie dell’NBA siano caratterizzate da molti chiaroscuri non è una novità, molti campioni prima di diventare tali sono passati da esperienze difficili con infanzie travagliate e fedine penali non proprio intonse. Solo in pochi sono riusciti ad uscirne fuori ed a costruirsi un futuro diverso grazie allo sport.

È il caso di Caron Butler che alla presentazione della sua biografia ufficiale, “Tuff Juice”, ha voluto rendere omaggio ad una delle poche persone che sono riuscite a dargli fiducia dedicando ampio spazio ad un episodio della sua adolescenza.

L’ala piccola dei Kings dopo varie esperienze di spaccio e due anni di galera aveva deciso di provare a rimettersi in carreggiata, affiancando ad un umile lavoro presso Burger King intensi allenamenti di basket. Tutto sembrava andare per il meglio fino a quando ad un controllo di routine della polizia furono rinvenute delle dosi di cocaina delle quali non sapeva nulla.

Geller, l’agente in servizio, poteva scegliere se non fidarsi, ed infrangere quindi tutti i suoi sogni, oppure se dargli fiducia. La scelta dopo aver visto «le lacrime nei suoi occhi, come sembrava indifeso e che nel portafoglio aveva solo 11 dollari quindi non cifre da spacciatore» lo convinsero che non c’entrava nulla con l’intera vicenda.

Se oggi Butler è diventato il Butler che conosciamo lo deve esclusivamente a quel poliziotto a cui, si può dire, deve la vita. Un aneddoto che spera servirà «ai tanti che hanno smesso di sperare».

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