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La NBA e Twitter, i problemi dei social

hibbert tvForse è definitivamente scoppiata la mania dei social nella NBA. Da tempo ormai ogni giocatore o addetto ai lavori passa le sue giornate su Twitter, Facebook, Instagram e mille altri social network, ma subito dopo le finali, forse perché manca il basket giocato non si riesce a star dietro ai numerosi aggiornamenti e qualche volta insulti che provengono dai social.

Ultimo dei problemi è di Roy Hibbert, che forse spinto da un amore troppo grande per la maglia (almeno per un professionista di quel livello) aveva deciso di registrarsi a Twitter col nickname di Hoya2aPacer. Ora che ai Pacers non c’è più sarebbe il caso di scegliere Hoya2aLakers.

Un tifoso lo ha preso in giro registrandosi proprio con quel nickname e col suo nome e cognome twittando: “Ti serve?”. Ora per lui la scelta è: convincere questo utente a cedergli il profilo o scegliere qualcosa di più personale?

Rimanendo in tema Twitter i Dallas impiegheranno anni per riprendersi dalla delusione di DeAndre Jordan, in un intervista rilasciata al giornalista ESPN.Com Colin Cowherd Mark Cuban ha detto di avere un unico rimorso: quello di non aver fatto cambiare l’immagine del profilo twitter di DJ. Una richiesta un po’ bislacca argomentata in questo modo:

«Penso che l’unica cosa che avrei fatto di diverso sarebbe stato quella di fargli cambiare immagine del profilo… Forse non avrebbe cambiato idea così repentinamente dopo un annuncio del genere dato quasi in pompa magna. Ma poi ho pensato “non forziamo troppo la mano, potrei sembrare troppo insistente.” E poi è successo esattamente l’impensabile!»

Insomma, non sono in molti a credere che una foto di un social network possa arrivare a valere 80 milioni di dollari, ma per Cuban evidentemente è così.

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