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La chiave è la “tranquillità”. Con Iguodala Golden State rimette le cose a posto

andre iguodala warriorsI Warriors hanno giocato 101 partite in stagione e quella di stanotte è stata la prima da titolare per Andre Iguodala. Qualcosa andava fatto per invertire la rotta e Steve Kerr, allenatore alla prima finale NBA, ha optato per un cambiamento all’apparenza semplice, ma in realtà radicale.

Per praticamente tutta la stagione fino a questo punto Golden State ha costruito le proprie vittorie sul ritmo in attacco e i suoi due tiratori principali. In Gara 4, vinta per 103 a 82 sul campo di Cleveland, si è vista una squadra diversa, che ha lottato su ogni pallone, ma non è andata al 100% della velocità. Al contrario, soprattutto grazie a Iguodala, ha costruito gli attacchi con più “tranquillità”.

«Andre è stato il nostro miglior giocatore nelle prime quattro partite della serie», queste le parole di Kerr per giustificare la scelta di schierarlo da titolare.

In questa serie quando Iguodala ha marcato LeBron lo ha costretto al 35% dal campo, con un plus/minus di +25 in favore di Golden State. Gara 4 è stata la peggiore del Prescelto: 20 punti, 0 nel quarto e decisivo quarto e un misero 7 su 22 dal campo.

L’assistente di Kerr, Luke Walton, che ha giocato con Iguodala al college ha dichiarato: «È un leader, è un giocatore talmente intelligente che riesce a coprire molti errori della nostra squadra, specialmente nelle rotazioni difensive. Ha il difficile compito di controllare James, ma quando c’è lui in campo noi siamo tutti più tranquilli».

Un anticipo di ciò che avremmo visto in Gara 4 già lo avevamo avuto, quando per la prima volta in questa serie nella terza partita ha giocato minuti consecutivi David Lee, ridotto a settima/ottava scelta da coach Kerr.

Anche LeBron ammette che la chiave della vittoria di Golden State è Iguodala: «Ha tirato bene, soprattutto da 3. Era sempre presente in attacco e anche in difesa. È andato bene in transizione. Per loro è fondamentale».

La tranquillità non arriva da sola crescendo. Iguodala invece è stato in grado di trasmetterla a tutti gli altri giocatori. Non serve correre ad ogni azione e forzare ogni tiro e sembra che i suoi compagni lo abbiano capito.

Ora si torna sul campo di Golden State per Gara 5. Ma c’è la sensazione che sarà ancora lunga…

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