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Il solo James non basta. Ecco come Golden State ha vinto Gara 1

lerbon james andre iguodala finalsIl primo atto delle finali NBA si è concluso con una vittoria di Golden State all’overtime per 108 a 100. Una battaglia che ha visto prevalere i ragazzi allenati da Steve Kerr nonostante una prestazione mostruosa di LeBron James, che chiude la partita con 44 punti, 8 rimbalzi e 6 assist.

L’MVP di stagione di punti ne realizza 26, con 4 rimbalzi e 8 assist, ma quello che permette agli Warriors di festeggiare al termine della partita è sicuramente un gioco più di squadra. Il dato lampante è quello legato alle panchine: Golden State batte Cleveland 35 a 9. L’unico a segnare dalla panchina per i Cavs è J.R. Smith, che, anche se ha il merito di mettere la bomba a fine primo tempo, finisce la partita con un misero 3 su 13 dal campo.

La differenza è tutta qui e il giocatore simbolo della panchina di Kerr è sicuramente un eterno Andre Iguodala. Per lui 32 minuti in campo con 15 punti e 6 su 8 dal campo, ma forse le migliori cose le fa vedere nella metà difensiva del campo, come ammette anche coach Kerr: «È strano rendere merito a un difensore quando il suo avversario ne mette 44, ma ha fatto una partita incredibile».

Basti pensare che l’ultimo tiro del quarto quarto, quello che poteva regalare il successo ai Cavs, è stato ovviamente preso da LeBron, con Iguodala in marcatura che lo ha costretto ad un piazzato fuori equilibrio. «Non doveva in alcun modo raggiungere il ferro e così è andata», ha commentato Andre.

Secco il commento di coach Blatt alla prestazione dei suoi: «Dobbiamo muoverci di più. Dobbiamo dare la possibilità a James di poter scegliere altre opzioni».

La pessima notizia, oltre alla sconfitta, è l’uscita dall’arena in stampelle di Kyrie Irving, che oggi si sottoporrà a risonanza magnetica al ginocchio, ma sembra quasi impossibile vederlo in campo in Gara 2.

Sabato la seconda delle sfide valide per l’anello e i Cavs sono costretti a vincere per non dover ribaltare una serie già compromessa.

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