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I Warriors si affidano al talismano Nayah

cantante warriorsNon bastava l’infortunio di Kevin Love, a cui ora si è aggiunto anche quello di Kyrie Irving a tenere tutti col fiato sospeso. Non bastava neppure la sconfitta in Gara 1 e quella preoccupante statistica che, al 70%, vuole perdente nelle Finali chi soccombe all’esordio. A mettersi di mezzo tra i Cavaliers e il sogno dell’anello, ora ci si mette di mezzo anche il talismano dei Warriors.

Un talismano con le sembianze di una graziosa ragazzina di 10 anni, dotata di una voce straordinaria. Per chi non avesse mai visto una partita casalinga di Golden State, lei è Nayah Damasen e ha il compito – mai trascurabile per uno statunitense – di cantare l’inno nazionale prima della palla a 2. Le sue note angeliche su “The Star Spangled Banner” non solo commuovono tutta la Oracle Arena, ma suonano quasi come una sentenza per gli avversari di Stephen Curry e compagni.

Stando solo ai recenti playoff, i Warriors hanno vinto 6 delle 7 partite casalinghe disputate, contro i Pelicans, i Grizzlies e i Rockets. E in molti hanno voluto attribuire i meriti anche alla piccola Nayah, ormai vista come una piccola regina. Una regina che dovrà però ancora fare i conti con un vero re, cioè The King LeBron James che vorrà ripetere un’altra prova mostruosa fin da Gara 2 in programma domenica. E proprio in una Gara 2, quella della semifinale di Conference contro Memphis (giocata esattamente un mese fa, il 5 maggio), i Warriors hanno steccato, vivendo l’unico momento di difficoltà della loro straordinaria post-season. Riusciranno i Cavs ad “ammutolire” la piccola musa di Golden State e con essa i quasi 20mila della Oracle Arena?

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