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21 giugno, l’ultimo anello di Magic e il primo di LeBron

miami heat 2012C’è una data che unisce in qualche modo Magic Johnson e LeBron James: si tratta proprio del 21 giugno. In questo giorno, il fuoriclasse dei Lakers vince il suo ultimo anello (1988), mentre il King conquista finalmente il suo primo (2012). Anni diversi, storie diverse ma stessa gioia.

Nel 1988 si chiudono di fatto i fantastici anni ‘80 dei Lakers. La franchigia di Los Angeles conquista il suo 11° titolo, il 5° in 9 anni, il secondo consecutivo. Tutti all’insegna del binomio formato da Magic e da Kareem Abdul-Jabbar.

Quest’ultimo titolo è uno dei più sofferti, forse per questo uno dei più indimenticabili. I californiani dimostrano che, oltre alla classe immensa, sanno metterci una spaventosa forza di carattere. Incredibile come il cammino dei playoff sia fatto di 3 serie chiuse a Gara 7. Dopo aver faticato contro Utah e Dallas, i Lakers regolano in finale i Detroit Pistons.

Serie combattutissima e l’ultimo atto non è da meno. Davanti ai propri tifosi, la squadra di Los Angeles si impone di 3 (107-104). L’eroe di serata e di quelle Finals è James Worthy che suggella il titolo di MVP con una prova mostruosa: 36 punti, 16 rimbalzi e 10 assist. Magic chiude con una doppia doppia da 19 punti e 14 rimbalzi, Byron Scott con 21, Kareem finisce con 4. A Detroit non basta mandare 7 uomini in doppia cifra (Joe Dumars 25, John Salley 17 punti e 10 rimbalzi). Ma i Pistons sapranno rifarsi e per le 2 successive stagioni in NBA non ce ne sarà più per nessuno!

Un cammino, quello dei Pistons, che assomiglia maledettamante a quello degli Heat targati LeBron James. In quel 2012, Miami arriva all’ultimo atto ancora con la rabbia agonistica rimediata un anno prima contro i Dallas Mavericks. In particolare è il King a volersi levare di dosso l’etichetta di perdente e trascina i suoi per tutta l’annata. Prima si aggiudica il titolo di MVP della regular season e poi concede il bis nelle Finals.

La squadra della Florida arriva all’ultimo atto dopo aver aumentato gradatamente le difficoltà. Dopo aver concesso una vittoria ai Knicks nel primo turno e 2 ai Pacers in semifinale, gli Heat sono costretti a Gara 7 per regolare i Boston Celtics nell’ultimo atto della Eastern Conference.

Si giunge così alla finali, dove di fronte ci sono gli Oklahoma City Thunder. La maledizione di LeBron sembra materializzarsi quando arriva subito una sconfitta in Gara 1, ma questa volta la storia va diversamente. Miami piazza 3 vittorie di fila e chiude i giochi, con autorità, a Gara 5. I Big Three la fanno da padroni: tripla doppia di James (26 punti, 11 rimbalzi e 13 assist), 24 di Chris Bosh e 20 di Dwyane Wade per il 121-106 finale. Ai Thunder non sono sufficienti i 32 punti e 11 rimbalzi di Kevin Durant e i 19 punti di Russell Westbrook e James Harden. Questa volta lo scettro è tutto per il King. E la storia si ripeterà anche un anno dopo contro i San Antonio Spurs.

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