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14 giugno, il giorno dei 7 titoli

jordan 1998 utahNell’almanacco della storia dell’NBA, il 14 giugno è un giorno che merita un capitolo piuttosto corposo. Ben 7 i titoli assegnati in questa data, con i Los Angeles Lakers e i Chicago Bulls a fare doppia festa, Detroit Pistons, Houston Rockest e San Antonio Spurs a prendersi gli altri 3 successi. Il tutto nell’arco di 22 anni.

La prima volta che il 14 giugno diventa data “storica” è nell’anno 1987. Tanto per cambiare per il decennio, l’anello è una questione tra i Los Angeles Lakers di Kareem Abdul-Jabbar e Magic Johnson e i Boston Celtics di Larry Bird, Kevin McHale e Robert Parish, Campioni in carica. Fanno festa i californiani che si impongono in 6 gare ed entrano in doppia cifra: 10° titolo per la franchigia.

Tre anni dopo, nel 1990, l’anello non deve neppure cambiare mano. I Detroit Pistons di Joe Dumars e Isiah Thomas confermano che il successo dell’anno prima non è casuale e concedono il bis. I Portland Trail Blazers devono arrendersi in 5 gare.

Il 1992 è l’anno delle Olimpiadi di Barcellona, ma soprattutto del Dream Team schierato dagli Stati Uniti. In attesa di regalare emozioni al mondo, Michael Jordan e Scottie Pippen diventano protagonisti in patria. Anche per i Chicago Bulls è un bis rispetto all’anno prima e anche stavolta a farne le spese sono è Portland, che porta le Finals a Gara 6 ma torna a casa sconfitta.

Stesso copione tre anni dopo, nel 1995. Questa volta sono gli Houston Rockets di Hakeem Holajuwon a vivere il loro biennio di gloria. Dopo lo storico primo titolo di 12 mesi prima, ecco subito il secondo. Senza storia il duello con gli Orlando Magic di Shaquille O’Neal: 4-0.

Quello del 1998 è forse il 14 giugno più intriso di storia. I Bulls vincono il 6° titolo della loro storia. L’ultimo nel segno di Michael Jordan che decide la serie impacchettando Gara 6 in casa degli Utah Jazz: palla rubata a Karl Malone e canestro decisivo. Un canestro da leggenda, gli ultimi 2 punti di Air Jordan con la maglia di Chicago.

Quasi un decennio dopo, nel 2007, sembra poter scattare l’ora di LeBron James che trascina Cleveland all’ultimo atto. Ma i Cavs si trovano di fronte l’esperienza dei San Antonio Spurs di Tim Duncan e non riescono a portare in Ohio neppure un successo: 4-0 per i texani.

Si arriva quindi all’ultimo. Anno 2009, i Lakers dimostrano di poter vincere anche dopo l’addio di Shaq. Basta avere in squadra un certo Kobe Bryant, protagonista del netto 4-1 rifilato in finale agli Orlando Magic del futuro compagno Dwight Howard. Per Los Angeles si tratta del 15° anello, il penultimo della storia della franchigia californiana.

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