Get Adobe Flash player

13 giugno, 2 anelli per Rodman

rodman kareemIl 13 giugno è una data da ricordare per Dennis Rodman. In questo giorno, l’eccentrico talento nato a Trenton (New Jersey) ha vinto 2 dei suoi 5 anelli. A distanza di 8 anni l’uno dall’altro. Il primo nel 1989, contribuendo allo storico primo successo dei Detroit Pistons. Il secondo, nel 1997, con i Chicago Bulls di Michael Jordan.

Il primo ha un sapore al gusto storia. Dopo aver mancato per un soffio l’anello l’anno prima (ko in 7 partite con i Lakers), nel 1989 i Pistons di Chuck Daly non sbagliano un colpo e riescono a imporsi. Riuscendo anche a restituire il dispiacere a Los Angeles.

La finale è quanto di meglio si possa attendere. I Lakers arrivano dopo aver spazzato via Portland, Seattle e Phoenix, senza perdere neppure un match. Detroit fa altrettanto con Boston e Milwaukee, lascia 2 gare ai Bulls dell’emergente Air Jordan, ma arriva comunque al meglio all’appuntamento. Accompagnata anche da un pizzico di fortuna.

La malasorte si abbatte sui Lakers e mette fuori causa Byron Scoot e soprattutto Magic Johnson, MVP di stagione. Orfani di 2 pedine così e con Kareem Abdul-Jabbar al canto del cigno, i californiani crollano e perdono la serie 4-0. L’ultimo atto, appunto il 13 giugno, in casa. Finisce 105-97, nonostante i 40 punti di James Whorty e gli 11 di Kareem che di fatto dà l’addio al basket giocato. È il momento del trionfo per Joe Dumars (23 e MVP delle Finals), Bill Laimbeers (16) e Isiah Thomas (13). Rodman chiude con 2 punti e 4 rimbalzi che lo rendono il migliore della specialità per le finali, aprendo di fatto quella che sarà la sua dittatura nell’NBA.

Quando arriverà a vincere l’anello del 1997, questa volta con la maglia di Chicago, Rodman avrà appena vinto il titolo di miglior rimbalzista per il 6° anno di fila. Il suo contributo è importante nell’ennesimo trionfo dei Bulls, che arriva in 6 gare contro gli Utah Jazz dell’MVP Karl Malone.

Il 13 giugno si gioca Gara 6 in Illinois. Tutti hanno ancora negli occhi i 38 punti che Jordan ha messo 2 giorni prima a Salt Lake City nel famoso “Flu Game”. E si ripete anche nell’atto decisivo, chiudendo con 39 punti, 11 rimbalzi e 4 assist, tra cui quello decisivo nel finale per Steve Kerr che di fatto decide gara e serie, oltre a suggellare il personale titolo di miglior giocatore delle finali. Pippen arriva a 23, Kerr e Tony Kukoc a 9. E Rodman? Un solo punto ma il solito immenso contributo sotto i tabelloni: 11 rimbalzi e 4° anello personale messo al dito. In attesa del 5° che arriverà l’anno successivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche