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Padre e figlio… Un’altra fantastica storia NBA

doc austin riversNon deve essere facile mantenere la calma se si è allenatori di una delle squadre più forti del mondo, ci si sta giocando la semifinale di Conference e il proprio figlio è il miglior giocatore in campo, in un momento della partita cruciale oltretutto. Eppure è quello che è successo a Doc Rivers che nel corso del terzo quarto di Gara 3 tra Clippers e Rockets si è gustato le giocate di Austin Rivers che hanno permesso alla squadra di L.A. di portare a casa la vittoria.

«Ora puoi permetterti di fare il padre e non l’allenatore», gli ha detto Chris Paul mentre anche lui vedeva dalla panchina la prestazione super del numero 25, che ha chiuso la partita con 25 punti, il suo record nei playoff.

«È stato incredibile», ha continuato CP3 al ritorno dall’infortunio, «credo di essere stato la sua cheerleader più scatenata in panchina. Ho pensato: “se giochiamo in questo modo, non mi importa nemmeno se non sono in campo”».

«Il rapporto con mio padre è esattamente coach-giocatore, con me è duro, ma so benissimo che lo fa perché vuole il meglio per me».

Due buone notizie per Doc Rivers: suo figlio diventa un fattore in questa serie, si guadagna più minuti in campo e Chris Paul può recuperare completamente dall’infortunio senza accelerare i tempi.

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