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Miami Heat tra passato, presente e futuro

Oklahoma City Thunder v Miami Heat ? Game FiveUn anno dopo, com’è diverso il clima a Miami. Quanto meno quello attorno agli Heat. Esattamente 12 mesi fa, il 30 maggio 2014, la squadra di Erik Spoelstra annientava gli Indiana Pacers in Gara 6 (117-92), conquistava il successo della Eastern Conference e il passaggio alla finali NBA per il 4° anno consecutivo. Traguardo che, ora più che mai, sembra davvero tanto distante.

Per la serie “No LeBron, no party”, gli Heat versione 2014/15 hanno pagato a caro prezzo l’addio del King. In termini di punti (ma anche assist e rimbalzi!), ma soprattutto di leadership, in campo e fuori. E con Chris Bosh fermato prima del momento decisivo della regular season, a Miami anche i playoff sono diventati un miraggio. Con il 10° posto finale nella Eastern a mettere il timbro su una annata a cui nessuno era più abituato nella città della Florida.

E poco florido potrebbe essere anche l’avvenire. Se, come sembra, anche il terzo Big Three abbia iniziato a pensare a un futuro altrove. Dwyane Wade è in fase di rinnovo con gli Heat e chiede un aumento di ingaggio che la franchigia, impegnata a cercare di ricostruire, non vorrebbe elargirgli. Wade è legato a Miami dove ha trascorso l’intera carriera in NBA (12 anni) e punta a rimanere, ma per la prima volta ha iniziato a guardarsi intorno.

Nel frattempo, per un altro dei simboli degli attuali Heat si prospetta un’estate diversa, fatta di lavoro e recupero. Con un comunicato su Twitter, Miami ha annunciato che Mario Chalmers è stato sottoposto a intervento chirurgico al ginocchio destro. Un’operazione, effettuata in artroscopia, che non dovrebbe comunque pregiudicare la sua presenza all’inizio dei Training Camp.

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