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Le finali NBA che tutti volevano

warriors champions conferenceNon c’è stato lo sweep ma poco ci manca. Gli Warriors chiudono la serie sul 4 a 1 dopo la vittoria per 104 a 90 contro i Rockets in una partita che a visto le squadre a “contatto” praticamente solo nel primo quarto. Nel secondo infatti gli Splash Brothers hanno deciso di alzare il livello del gioco con la solita pioggia di triple, che ha spento le speranze dei Rockets.

«La Bay Area ha aspettato questo momento per 40 anni», ha commentato Stephen Curry autore di 26 punti con 8 rimbalzi, «penso che questo sia il momento di riportare un titolo a Golden State». L’ultima apparizione della franchigia nelle finali NBA coincide con l’ultimo titolo, datato 1975.

Nella serata dell’eliminazione James Harden colleziona una doppia doppia amara: 14 punti e 13 palle perse, con 2 su 11 al tiro e una serie di scelte sbagliate non da lui. «L’anno prossimo faremo meglio sicuramente, per noi è stata una grande stagione», ha detto dopo la sirena.

Un po’ di paura per Klay Thompson, colpito da Ariza con una ginocchiata all’altezza dell’orecchio destro e costretto ad uscire accusando sintomi di commozione celebrale. A fine partita ha rassicurato tutti: «Ho una settimana per riposarmi, sono un po’ stordito, ma recupererò le forze».

Ora la finale che tutti volevano: i Cavaliers del Prescelto, 4 volte MVP, contro gli Warriors dell’MVP di stagione Stephen Curry. Una sfida da gustarsi dal primo all’ultimo minuto.

Appuntamento al 4 giugno…

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