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Harden come Olajuwon, paura rientrata per Curry

stephen curry james hardenCi voleva una partita di questo tipo per James Harden e i suoi Rockets, sempre a un passo dall’eliminazione, ma in grado almeno di salvare la faccia, riuscendo a vincere Gara 4 per 128 a 115 davanti ai propri tifosi con un inizio spettacolare e percentuali finalmente a livello di una finale di Conference.

Il Barba si rialza dopo una Gara 3 pessima e mette a referto 45 punti, con 17 punti nel solo quarto periodo e 7 su 11 da 3. Una prestazione di questo tipo nei playoff non si vedeva a Houston dai tempi di Hakeem Olajuwon, ultimo Rockets a realizzare così tanti punti.

«Non ho cambiato atteggiamento», ha spiegato Harden, «cerco solo di leggere la partita, non forzare le conclusioni e aspettare il momento giusto per colpire. Stasera è andata bene».

Praticamente tutti pensano però che i Rockets si siano svegliati troppo tardi e che nella sconfitta degli Warriors abbia pesato l’uscita dal campo di Stephen Curry nel secondo quarto. Dopo esser saltato su una finta di Ariza il numero 30 è caduto malamente battendo la testa, per poi rientrare dopo 12 minuti di assenza visibilmente stordito.

Per lui niente di grave, come ha poi spiegato: «È sembrato più grave di quanto in realtà è accaduto, ma un po’ di riposo ora mi farà bene. Non è successo niente di irrecuperabile e siamo già pronti per la prossima partita».

Nella notte di mercoledì si giocherà la quinta gara nell’arena degli Warriors. Recuperare da uno 0-3 è quasi impossibile, ma attenzione ai Rockets ai quali è già riuscita una rimonta in questi playoff.

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