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Anthony-Villa, incontro tra fenomeni a New York

villa antonyI newyorkesi hanno sempre avuto l’imbarazzo della scelta per appagare la loro voglia di sport. Knicks e Nets nel basket, Yankees e Mets nel baseball, Giants e Jets nel football, Islanders e Rangers nell’hockey. E da qualche anno a questa parte, a inserirsi nel lotto ci sta provando anche il calcio. O meglio, il soccer, come viene chiamato al di là dell’oceano.

Agli storici Cosmos, lontani però dai fasti del passato quando ospitò i vari Pelè e Beckenbauer, e ai Red Bulls, dall’inizio del 2015 si sono uniti i New York City. Una franchigia entrata non certo in punta di piedi, forte di un budget non indifferente (alle spalle ci sono gli emiri degli Emirati Arabi, già proprietari del Manchester City in Inghilterra) e che, insieme al fascino e lo stile di vita della Grande Mela, ha attirato subito l’attenzione di grandi giocatori.

A trascinare il City nella sua prima stagione in MLS (la Major League Soccer) è stato chiamato David Villa, fuoriclasse spagnolo con una bacheca ricca trionfi sia in Nazionale (Mondiale ed Europeo) che in club di prestigio quali Valencia, Barcellona e Atletico Madrid.

In attesa di Frank Lampard, che raggiungerà la squadra al termine della Premier League inglese, Villa è diventato il simbolo dei tifosi della nuova franchigia. E sono sempre di più quelli che si recano allo Yankee Stadium, l’impianto che ospita le loro gare casalinghe, con la maglia numero 7, quella appunto indossata dallo spagnolo. Un numero che non lascia certo indifferenti in città, soprattutto dalle parti del Madison Square Garden, dove gioca un certo Carmelo Anthony.

I due fuoriclasse, diversi per disciplina e statura, si sono riuniti per un giorno. Proprio grazie al numero 7. Come testimonia la foto pubblicata sul profilo facebook ufficiale dello spagnolo. Un incontro tra fenomeni.

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