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76ers rivelazione, con Houston e Indiana a punteggio pieno

michael carter-williams sixersNei giorni che precedevano la prima palla a due la squadra di Philadelphia era data per spacciata. Il mercato estivo in pratica si era animato solamente dalla partenza di Andrew Bynum in direzione Cleveland; la squadra è stata formata intorno a Evan Turner, seconda scelta al Draft del 2010. Il roster è composto di giovani, con il rookie Michael Carter-Williams chiamato da subito a giocare da titolare con una media di 35 minuti a partita.

Smentendo le previsioni degli addetti ai lavori, almeno in questo inizio di stagione, i 76ers hanno vinto tutte e tre le prime partite, contro avversari di tutto rispetto: Miami, Washington e Chicago. Nella notte la vittoria contro i Bulls è arrivata dopo un finale di gara combattuto, dove i ragazzi di coach Brett Brown hanno dimostrato che, malgrado la poca esperienza, sono in grado di giocarsela fino all’ultimo secondo.

A brillare anche questa notte è Carter-Williams, che oltre ai 26 punti con 10 assist (seconda doppia doppia in 3 partite), ha fatto vedere di poter difendere su chiunque. Derrick Rose contro di lui ha realizzato un misero 4 su 14 con 8 palle perse. Nelle prime uscite avevano sofferto anche play del calibro di Mario Chalmers e John Wall.

«Il coach mi ha dato massima fiducia e mi ha fatto sentire libero di giocare senza pressioni. Sto facendo quello che sento, senza pensare alle conseguenze e per il momento sta funzionando alla grande», queste le parole del primo candidato ufficiale al Rookie of the Year.

Con i Sixers a 3 vittorie su 3 ci sono i Rockets e i Pacers. Per entrambe le squadre tutto sembra funzionare a meraviglia, ma mentre per la squadra di Indiana c’erano pochi dubbi a riguardo, per quella di Houston c’era l’incognita dell’inserimento di Howard.

Fino ad ora però il gioco di Houston è impostato sul collettivo e questo è quello che permette a coach Kevin McHale di portare a casa le partite. Chandler Parsons, che nelle prime due partite ha giocato da gregario, è l’eroe della vittoria contro i Jazz, con 24 punti e 12 rimbalzi, a testimonianza della forza del gruppo.

I Pacers sono quelli dell’anno scorso, con lo stesso Paul George dell’anno scorso: più di 25 punti di media nelle prime 3 partite, con 21 nella notte contro i Cavs. Lance Stephenson contribuisce con 22 punti e la squadra di Cleveland non può far altro che subire.

La notizia della notte è la prima sconfitta degli Spurs, che recuperano Duncan, per mano dei Blazers con un Nicolas Batum in grande forma: per lui una tripla doppia da 11 punti, 12 rimbalzi e 11 assist, che permettono alla squadra di Portland di ribaltare una partita che vedeva San Antonio avanti 104 a 100 a poco più di un minuto dalla fine, dopo una bomba del nostro Marco Belinelli.

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