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I Clippers “personalizzano” l’arena, ma i Lakers non ci stanno

staple center clippers bannerDalle parti di Los Angeles il derby inizia a farsi acceso. Fin dal primo giorno alla guida dei Clippers il nuovo coach Doc Rivers ha cercato di far cambiare mentalità non solo ai suoi giocatori, ma anche alla società e soprattutto ai tifosi. L’intento dell’ex allenatore dei Celtics è di rivoluzionare la gerarchia cittadina, convinto che i Clippers siano sul punto di diventare la prima squadra di LA.

All’interno dello Staple Center, che ospita entrambe le formazioni nelle partite in casa, Doc Rivers ha preteso che i cartelloni dei 16 titoli dei Lakers e le maglie con i numeri ritirati dei gialloviola venissero ricoperti con 7 megaposter dei giocatori dei Clippers: Chris Paul, Blake Griffin, DeAndre Jordan, Jamal Crawford, Matt Barnes, Jared Dudley e J.J. Redick.

Le reazioni dei Lakers sono state riportate da Nick Young, ex Clippers e da quest’anno alla corte di Mike D’Antoni. «Davvero hanno fatto questo? È inammissibile, dobbiamo parlare con Doc, anche se ha fatto tutto questo per dare fiducia ai suoi giocatori. Ha vinto i suoi titoli a Boston, ma ora ha cambiato città e non può fare quello che vuole qui».

Ha parlato anche Steve Nash a riguardo, mostrando un po’ più di comprensione: «Credo che se fossi un Clipper cercherei di fare qualcosa di simile. Per le partite in casa quella è la loro arena e devono fare di tutto per trasformarla nella loro casa».

Clippers e Lakers dividono lo Staple dalla stagione 99/00, l’unico caso nella NBA in cui 2 squadra hanno lo stesso campo per le partite in casa.

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