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I due interrogativi dei Thunder: Westbrook e Jackson

westbrook-durant1La nuova stagione è alle porte, ma la squadra di Oklahoma City non ha le stesse certezze che aveva esattamente un anno fa. I playoff, iniziati da favoriti ad Ovest per arrivare alla finale, sono stati bruscamente interrotti dall’infortunio di Russell Westbrook, che ha praticamente distrutto le speranze dei tifosi dei Thunder. A quattro mesi di distanza dall’infortunio al ginocchio, subito il 24 di aprile, il play sta accelerando le terapie di recupero, ma ancora non c’è alcuna certezza di vederlo in campo all’esordio, anzi le previsioni lo vedono fuori ancora per qualche tempo.

Proprio partendo dal recupero di Westbrook i Thunder stanno provando a programmare la stagione. Purtroppo oltre la data dell’ufficiale rientro, non si ha alcuna certezza anche per quanto riguarda il supporto che da subito sarà in grado di dare in campo. Per un giocatore di quel tipo, che fa della velocità ed elasticità il suo punto di forza, un infortunio di questo tipo al ginocchio potrebbe lasciare qualche strascico; un po’ quello che è successo a Derrick Rose, recuperato fisicamente da tempo, ma psicologicamente ancora non al top.

Il piano B per i Thunder ha un nome e un cognome: Reggie Jackson. Ai playoff ha fatto vedere di essere un giocatore valido, concludendo la post season con 13,9 punti, 4,9 rimbalzi e 3,6 assist a partita, tirando con il 47,9 % dal campo.

Il dilemma è capire se sarà in grado di reggere una stagione da titolare (o quasi). Sicuramente è un ottimo sesto uomo, ma non si può definire un attaccante, anche se in Summer League ha lavorato proprio su questo, e Kevin Durant non può reggere da solo la fase offensiva, come si è visto ai playoff.

I Thunder rischiano di passare da secondi favoriti dietro gli Heat a terza/quarta forza ad Ovest, ma la risposta la darà il campo.

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