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Tweet poco “amorevole” di Kevin Love su Chris Birdman Andersen

birdman loveI social network continuano la loro ascesa e l’ultima Finale NBA è stata tra le più “multimediali” di sempre. Grazie ai continui aggiornamenti e ai moltissimi commenti sui vari Facebook, Instagram e Twitter. E proprio un tweet quanto meno ambiguo ha creato un caso negli Stati Uniti. Protagonisti Kevin Love e Chris “Birdman” Andersen.

Il fuoriclasse dei Minnesota Timberwolves, oro olimpico a Londra con Team Usa, è stato uno dei milioni di telespettatori che hanno visto Gara 7 tra  Miami e San Antonio. E a fine partita non gli è sfuggita la gioia degli Heat, nuovamente Campioni. In particolare quella di Birdman, al suo primo anello, in una città dove è diventato idolo in appena 6 mesi dal suo arrivo. E Kevin Love si è posto una domanda attraverso Twitter: “Birdman going off the wagon tonight?”.

Nulla di male se presa con la letterale traduzione “scenderà dal carro stasera?”. Molto peggio nel suo senso figurato: tornerà a drogarsi dopo l’astinenza? A dispetto del suo nome, un commento sicuramente poco “amorevole” da parte di Love. A metà tra una battuta spiritosa e una di cattiva gusto. Soprattutto in riferimento ai gravi problemi avuti in passato da Andersen.

Birdman ha rischiato di dover interrompere la sua carriera. Storia del gennaio 2006, quando Chris Andersen non era ancora il giocatore “ultratatuato” di oggi e militava negli allora New Orleans Hornets. Durante un controllo antidoping risultò positivo e la sospensione fu derubricata come “abuso di droga”, infrazione che avrebbe potuto costargli anche la radiazione. L’NBA gli inflisse una squalifica di 2 anni e solo nel 2008, dopo aver trascorso anche un periodo di 30 giorni in un centro di disintossicazione, è tornato a giocare.

Il resto è storia solo di campo. Il rientro con New Orleans per poche partite nel finale della stagione 2007/08 e il successivo ritorno ai Nuggets, con cui aveva militato dal 2001 al 2004. A Denver resta fino al taglio avvenuto un anno fa, nel luglio 2012. Un taglio quanto mai fortunato, che gli ha permesso di approdare nel gennaio 2013 a Miami. Prima con un doppio contratto di 10 giorni e poi con la riconferma fino a fine stagione. Una fiducia, quella da parte di Erik Spoelstra, ripagata giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. E Birdman ha contribuito in maniera importante al successo finale degli Heat. Stabilendo anche un primato non da poco nella finale della Eastern Conference contro gli Indiana Pacers, quando tra Gara 1 e Gara 5 ha piazzato un 15 su 15 dal campo.

Numeri importanti e soprattutto un contributo decisivo che dovrebbero valergli la riconferma. Se non altro per il grande affetto che che la gente di Miami ha da subito dimostrato dei suoi confronti. L’unico “Love” che sembra interessare Chris Andersen è quello dei tifosi degli Heat nei suoi confronti. Un amore ora sancito anche da un anello!

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