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Popovich-Spoelstra, l’elogio della continuità

popovich spoelstraMiami Heat e San Antonio Spurs: la stagione NBA ha detto che sono loro le migliori. Merito sicuramente dei grandi campioni che compongono le 2 squadre. Ma i meriti vanno giustamente allargati anche a chi questi fenomeni li guida quotidianamente: Erik Spoelstra e Gregg Popovich.

In una stagione che, prima ancora di decretare il vincitore, ha già visto ben 12 cambi di allenatore, non sorprende che a giocarsi il titolo NBA ci siano 2 franchigie che hanno dato continuità alle loro politiche. Gregg Popovich ormai è cittadino onorario di San Antonio. Per lui sono già 17 gli anni consecutivi di permanenza agli Spurs, con 4 titoli vinti e un 5° ancora in ballo.

Meno lunga, ma comunque già significativa l’esperienza di Erik Spolestra a Miami, attualmente la 3ª più lunga nell’NBA (potrebbe diventare la 2ª se salta Doc Rivers a Boston, ipotesi tutt’altro che impossibile). Pat Riley l’ha cresciuto come assistente e poi lanciato come capo allenatore nel 2008. E il suo “delfino” l’ha premiato con 3 finali di fila, che non sono solo merito di LeBron James e compagni.

Proprio i 2 allenatori in lizza per l’anello, dopo Gara 4 hanno detto la loro sui continui cambi di panchina. Dimostrando di pensarla allo stesso modo. Con la sua lunga esperienza, Popovich ha detto: «Alcuni proprietari credono che sia tutto facile. Invece nell’NBA è difficile vincere una partita di regular season, figuriamoci una di playoff. E quando i risultati non arrivano subito, questi proprietari si sentono frustrati, ne fanno un fatto quasi personale. Abituati ad avere successo nei loro affari, non accettano di perdere. Ma cambiare in continuazione non sempre porta risultati immediati».

Anche Spoelstra ha guadagnato consensi in questi anni. Non solo tra i giocatori. La fiducia da parte della società è una componente dei suoi successi. «Non credo sia un caso che in finale ci siano queste squadre. Miami e San Antonio hanno una loro precisa organizzazione. Per vincere nell’NBA bisogna avere anche la giusta cultura del lavoro. Una cultura che è difficile trasmettere se c’è così tanto turnover in panchina e che qui negli Heat non è cambiata con 4 allenatori diversi come Pat Riley, Ronny Rothstein, Stan Van Gundy e il sottoscritto».

I titoli NBA si vincono sotto canestro, ma anche in panchina. Chi si infilerà l’anello 2013: Popovich o Spoelstra?

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