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Miami torna dall’inferno e si prende Gara 7. Quanti rimpianti Spurs

allen g6All’inferno e ritorno. I Miami Heat ci sono ancora e portano la finale NBA a Gara 7. All’AmericanAirlines Arena, LeBron e compagni vincono al supplementare 103-100. Solo rimpianti per gli Spurs, arrivati a 5” dall’anello, dopo un +10 all’inizio dell’ultimo quarto.

Gara 6 è soprattutto il racconto degli ultimi 17 minuti, quelli del 4° quarto e dell’overtime. San Antonio avanti 75-65 dopo 3 quarti vissuti in gran parte in vantaggio avanti, merito di un paio di parzialoni e di un Tim Duncan in versione MVP. Erik Spolestra mette il quintetto preferito da LeBron James, cioè Mike Miller, Ray Allen, Mario Chalmers e Chris Andersen. Presi per mano dal King, gli Heat volano e riprendono in mano la partita.

Almeno fino al momento del rientro in campo di Dwyane Wade che torna a scombinare le carte. Tra i texani si sveglia Tony Parker che infila 5 punti, si prende un fallo da LeBron e recupera un pallone in difesa. Gli Spurs arrivano al +5 sul 94-89 a 28” dalla fine. Sembra fatta, ma non è così. Una bomba di James su un secondo tentativo e 2 tiri liberi sbagliati da Manu Ginobili e Kawhi Leonard lasciano la sfida in bilico. Nel suo ultimo possesso, Miami riacciuffa la serie. Merito di Chris Bosh che prende un gran rimbalzo in attacco e di Ray Allen che piazza un tiro da 3 dall’angolo: parità a quota 95 a 5” dalla fine. Punteggio che non cambia più nonostante un fallo richiesto da Ginobili sull’ultima azione.

All’overtime prevale la tensione. Per la squadra di Gregg Popovich segna solo Leonard. Duncan e Parker sono in riserva, Ginobili è in serata no e gli Heat ne approfittano. A chiudere i conti sono ancora un Bosh sontuoso in difesa e i liberi di Allen. Finisce con un 103 a 100 che costringe tutti a Gara 7, in programma giovedì, ancora a Miami. E ora l’inerzia è di tutta nelle mani degli Heat che hanno la possibilità di operare il ribaltone.

Nonostante una partita con ancora qualche errore di troppo, per giunta nei momenti decisivi (giocati senza la sua immancabile fascetta sulla fronte, persa in un contatto nel 4° quarto), LeBron James mette un’altra tripla doppia: 32 punti (11 su 26 dal campo), 10 rimbalzi e 11 assist. Molto bene Chalmers che chiude con 20. I 10 punti e 11 rimbalzi non dicono tutto della grande prova di Bosh. Wade condizionato da una botta al ginocchio sinistro ne mette 14. I 9 di Allen valgono 10 volte tanto.

Su sponda Spurs, Duncan chiude con 30 (25 solo nel primo tempo) ma senza andare a segno nell’overtime, oltre a 17 rimbalzi. Per Leonard 22 punti e 11 rimbalzi. Fiammate importanti per Parker che finisce con 19 punti e 8 assist. Male Ginobili per cui pesano ben 8 palle perse. Non pervenuto Danny Green con una sola bomba realizzata in tutto il match. Sufficiente però a far stabilire a San Antonio il record assoluto di triple in una serie di playoff.

Una piccola e magra consolazione, in una serata in cui gli Spurs hanno dovuto sfilarsi un anello che ormai stava entrando nella dita di Parker, Duncan e soci. Le cui condizioni sono ora la vera incognita di Gara 7. Per riuscire a tornare in vantaggio per la 4ª volta nella serie, San Antonio dovrà davvero far ricorso alle ultime risorse rimaste.

Meno problematica appare la situazione degli Heat, le cui questioni da risolvere in queste 48 ore saranno soprattutto tattiche e mentali. Se a Gara 7 ci saranno la vera Miami e il vero LeBron, è molto probabile che l’anello resterà un altro anno in Florida.

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