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Kobe Bryant vuole giocare e vincere ancora

kobe bryant titoloKobe Bryant non lascia, ma vuole continuare a giocare e a vincere. Si tranquillizzino i tifosi dei Lakers e tutti i gli appassionati di NBA: non sarà l’infortunio al tendine d’Achille patito il 12 aprile scorso a spezzare la carriera del Black Mamba.

Voci tranquillizzanti sono arrivate da Los Angeles, dopo che molti fans di Kobe hanno temuto il peggio. Tutto frutto di una sorta di gioco che Bryant ha voluto fare con i suoi followers di Twitter. Ha chiesto loro di trovargli uno slogan e la scelta è caduta su un “The Last Chapter” (ovvero “L’ultimo capitolo”) che a molti è sembrato una sorta di commiato.

Ipotesi subito smentita da fonti vicino al fuoriclasse dei Lakers. Che non solo hanno negato anche il solo pensiero al ritiro, ma hanno parlato di un Kobe più che mai pronto a tornare. Con obiettivi chiari in testa: la voglia di giocare almeno altri 2 anni per provare a vincere e portare a 7 il numero dei suoi titoli NBA.

Attualmente, con 5 anelli all’attivo, Bryant detiene il primato tra i giocatori ancora in attività insieme a Derek Fisher degli Oklahoma City Thunder. Ma la coppia potrebbe essere raggiunta da Tim Duncan, in caso i suoi San Antonio Spurs dovessero avere la meglio sui Miami Heat nella finale in corso.

Vincere ancora, possibilmente con la maglia dei Lakers, franchigia con cui vorrebbe chiudere alla grande la sua carriera. Se nel prossimo anno il rapporto sarà ancora legato dal contratto in essere, un’incognita resta invece la stagione successiva, la 2014/15. Per allora le parti dovranno ritrovarsi e ridiscutere il rapporto, anche alla luce delle nuove restrizioni al salary cap volute dal nuovo contratto collettivo.

Ovviamente tutto dipenderà da quale Kobe sarà al ritorno in campo, che avverrà solo quando le condizioni saranno al 100%, così come ha lui stesso dichiarato poche settimane fa. Certo che anche un Bryant in versione pre-infortunio non sarebbe male per i Lakers. Il numero 8 ha chiuso la stagione con una media di 27,3 punti e una percentuale del 46,3 al tiro. Senza dimenticare i 6 assist e i 5,6 rimbalzi a partita. Non male per un “ragazzino” di 34 anni. Un “ragazzino” che non si è ancora stufato di giocare, di vincere e di stupire.

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