Get Adobe Flash player

Gli Heat non sono solo “Big Three”. Miami pareggia la finale con San Antonio

miller heat finale 2Nel momento più difficile della stagione, Erik Spoelstra ha avuto la conferma più dolce: gli Heat non sono solo LeBron James e i Big Three. Dopo aver perso Gara 1 di finale, Miami non sbaglia di nuovo e pareggia la serie con San Antonio. Spurs ricacciati indietro con un +19: 103-84.

In Florida non amano perdere e l’hanno ribadito. Da gennaio, i Campioni in carica non vanno ko 2 volte di fila e hanno confermato l’andamento in post season. Come già successo altre 4 volte (una con i Chicago Bulls in semifinale e 3 con gli Indiana Pacers nella finale della Eastern), gli Heat hanno reagito come meglio non potevano a una sconfitta. E l’hanno fatto soprattutto grazie a 2 fattori: l’apporto di tutta la squadra, anche di alcuni “insospettabili” (vedi Mike Miller, 9 punti con 3 su 3 nelle bombe) e un parziale super tra la fine del 3° quarto e l’inizio del 4°.

Sì, perché Gara 2 si decide in pratica in 9 minuti. A 3:49 sul cronometro nel 3° quarto, Spurs avanti 62-61. A 7:13 dalla fine del match, Heat sopra 94-67. Un 33-5 spiegabile soprattutto nelle statistiche: 12 su 13 per i padroni di casa (5 su 5 da 3) e 2 su 10 per i texani, capaci inoltre di perdere ben 6 palloni. Un parziale in cui determinante è stato il solito LeBron James (11 punti con 5 su 5 dopo un pessimo 1° tempo), ma anche Miller, Mario Chalmers e Ray Allen.

Alla fine, il miglior marcatore è stato proprio Chalmers con 19. Il King ha chiuso con 17 punti, ma anche 8 rimbalzi, 7 assist e 3 stoppate, di cui una spettacolare su Tiago Splitter che ha finito per essere l’immagine copertina della serata. Allen ne ha messi 13 (3 su 5 dalla lunga distanza). Doppia cifra anche per Chris Bosh (12 punti e 10 rimbalzi) e Dwyane Wade (10 più 6 assist). Oltre a Miller, altri punti pesanti dalla panchina li ha messi Chris Andersen con 9.

Spurs molto sotto gli standard abituali. La serata no dei veterani di coach Gregg Popovich non è stata supportata dal resto della compagnia. I 9 punti di Tim Duncan (3 su 13), i 5 di Manu Ginobili e i 13 di Tony Parker sono già un’esauriente risposta al ko. Qualcosa hanno provato a fare Danny Green (17 punti, con 5 su 5 da 3) e Kawhi Leonard (14 rimbalzi, meglio degli 11 di Duncan), ma quando gli Heat sono in versione “riscatto” diventa difficile contrastarli.

Ora inizia una serie nella serie. Si va a San Antonio per 3 gare consecutive. Martedì 11 c’è Gara 3, giovedì 13 Gara 4 e domenica 16 Gara 5. Difficile pensare che l’anello possa già essere consegnato in Texas. Gli indizi usciti dopo 2 partite sembrano portare tutti a una finale molto lunga. E molto spettacolare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche