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Tempi duri per Mike D’Antoni, Dwight Howard e Phil Jackson gli voltano le spalle

howard d'antoniQuando ha accettato la prestigiosa panchina dei Los Angeles Lakers, Mike D’Antoni mai avrebbe pensato a così tanti problemi e critiche. La prematura fine della stagione (fuori nettamente al 1° turno in playoff acciuffati di un soffio) ha messo ancora di più l’ex simbolo di Milano al centro del mirino.

In pochi sembrano volergli concedere le attenuanti che, in fin dei conti, sono tante. Intanto un roster costruito da altri, cioè da Mike Brown esonerato a inizio novembre. Poi una serie di prestazioni schizofreniche di una squadra in cui le tante stelle hanno raramente brillato tutte insieme. E infine il grave infortunio a Kobe Bryant, proprio nel momento peggiore, a pochi giorni dalla fine della regular season.

Così, mentre ci si accontenta di guardare in tv le finali giocate da altri (in particolare da 2 rivali di inizio stagione quali Miami e San Antonio), a Los Angeles è iniziato il processo contro D’Antoni. Con critiche e giudizi pesanti arrivati da personaggi molto legati ai Lakers. Del presente e del recente passato.

Chi sembra non aver gradito molto il lavoro del coach è Dwight Howard. A culmine di una stagione molto al di sotto delle aspettative, il centro ha scaricato di fatto le responsabilità sul suo allenatore. Raccontano i rumors sul fronte californiano che l’ex Orlando si sarebbe lamentato con il General Manager Mitch Kupchak. In particolare per la poca considerazione avuta nei suoi confronti, a discapito di altri 2 veterani simboli della squadra quali Kobe Bryant e Steve Nash. Parole che, con Howard prossimo a diventare free agent, lasciano presagire per il giocatore un futuro lontano da Los Angeles. A meno di un ingaggio da parte dei Clippers come vociferato nei giorni scorsi.

Parole che non hanno sorpreso un altro personaggio che i Lakers li ha nel sangue: Phil Jackson. Il 7 volte allenatore campione NBA ha raccontato a ESPN un succulento retroscena risalente a novembre, proprio dopo l’esonero di Brown e l’arrivo di D’Antoni. Informato dallo stesso Kupchak della decisione, Jackson si sarebbe lasciato scappare una risata. E l’ha detto senza mezzi termini. «Mitch ha detto che ritenevano D’Antoni la miglior scelta per il gruppo. Io ho trovato la cosa divertente e gli ho risposto che sicuramente era il miglior allenatore possibile per Nash, ma non certo per Howard». Quel Nash che, ai tempi dei Phoenix Suns guidati proprio da D’Antoni, riuscì a vincere per 2 anni di fila (2005 e 2006) il titolo di MVP.

Punzecchiature certo non passate inosservate, quelle di Howard e Jackson, accompagnate anche dal malumore di molti tifosi ancora furibondi per il 4-0 patito dagli Spurs. Ma che non dovrebbero far cambiare le cose. E a meno di uno stravolgimento al momento improbabile, Mike D’Antoni sarà ancora a Los Angeles anche per la prossima stagione. Ma questa volta dall’inizio, potendo contare su un roster che risponde alle sue esigenze.

Per questo, il coach ha già iniziato a gettarsi nella nuova avventura. A tempo pieno, rinunciando anche a un incarico di prestigio quale quello di assistente di Mike Krzyzewski nel Team USA. Una scelta che sarebbe dettata soprattutto da motivi familiari. Si chiude così una collaborazione iniziata nel 2006 e che ha contribuito alla vittoria delle medaglie d’oro ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 e Londra 2012. Le pressioni di casa Lakers possono bastare e avanzare per Mike D’Antoni.

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