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Larry Bird spinge la “sua” Indiana

Larry BirdStrano destino quello di Larry Bird e di Indiana. Nella prima annata senza l’ex stella dei Boston Celtics nel ruolo di dirigente, i Pacers hanno trovato la miglior stagione degli ultimi anni. Capaci di passare ben 2 turni di playoff e di garantirsi la finale della Eastern Conference contro i Miami Heat.

Ma anche dopo aver abbandonato il ruolo l’estate scorsa, a causa di problemi di salute e della necessità di riposo, Bird ha continuato comunque a tifare per la squadra di Coach Frank Vogel. E dopo il successo sui New York Knicks, che ha portato il roster tra i migliori 4 dell’NBA, ha esternato tutta la sua gioia.

Sì, perché questi Pacers possono comunque contare sull’impronta data loro da Larry Bird. In particolare la scelta di puntare su Lance Stephenson, l’uomo decisivo in Gara 6 contro i Knicks.

E ora sono in tanti ad aspettarsi un ritorno di Larry dalle parti della Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis. Magari già domenica prossima, quando Indiana ospiterà LeBron James e compagni per Gara 3, la prima lontano da Miami. Un augurio che si fanno in tanti anche nel quartier generale della NBA. La presenza nelle finali di 2 sorprese quali i Grizzlies di Memphis (opposti a San Antonio a Ovest) e proprio dei Pacers non ha certo regalato l’appeal sperato. Almeno quello che ci sarebbe stato con gli Oklahoma City Thunder e i New York Knicks. E aver l’ex stella a bordo campo sarebbe sicuramente un motivo d’interesse in più.

Ma in Indiana c’è chi si spinge oltre e già si pregusta un ritorno di Bird non solo da spettatore. Ma per rimettere piede nella stanza dei bottoni, per affiancare Donnie Walsh a cui aveva lasciato il posto l’estate scorsa.

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