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Durant spinge ancora Oklahoma: «Devo fare meglio»

westbrook-durant1A Oklahoma City nessuno ha ancora voglia di alzare bandiera bianca. Dopo aver sfiorato il titolo un anno fa – perdendo solo la finale contro Miami – e vinto la Western Conference, ora i Thunder temono la beffa. Sotto 2-1 nella semifinale contro i Grizzlies e alla vigilia di Gara 4 a Memphis, la squadra di Coach Scott Brooks sa di essere a una svolta della propria stagione.

Più facile individuare chi potrà tirare fuori il gruppo da questa situazione: Kevin Durant. Molte delle speranze di Oklahoma City stanno nelle mani del suo fuoriclasse. Ancora di più adesso, che l’altro asso della franchigia (Russel Westbrook) ha finito in anticipo la sua annata.

KD ha sentito molto la responsabilità e da quando il suo compagno è ko (da Gara 2 contro Houston) ha migliorato ancora i suoi già incredibili numeri. Nelle ultime 7 partite, lo score parla di 34 punti (con una media superiore al 50% al tiro), 10 rimbalzi e 6 assist.

Numeri però non sufficienti a far girare la semifinale per il verso giusto. In particolare in Gara 3, quando Durant ne ha messi “solo” 25 con un 9 su 19 dal campo e con errori decisivi nel finale di partita. Per arrivare ancora alla finale (almeno a quella di Conference), ci vuole ben altro e lui lo sa. «Alla fine di Gara 3 mi sono sentito peggio di tutti per come è andata, era una partita che potevamo e dovevamo vincere. Non possiamo piangerci addosso, ma pensare solo a combattere. Io devo fare di più, cercando di aiutare i miei compagni. Devo essere un leader sul campo e fuori».

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