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Bulls ancora guastafeste, fine alla striscia dei Knicks

Nate RobinsonRaccomandazione per tutte le squadre NBA in cerca di record di vittorie: evitare lo United Center di Chicago. Dopo Miami, che proprio in Illinois ha visto fermare a 27 la sua serie, è toccato ai Knicks tornare ad alzare bandiera bianca, dopo 13 successi consecutivi. I Bulls si sono imposti all’overtime: 118-111.

Un’altra bella soddisfazione per Marco Belinelli che, seppure non ancora al meglio (ieri 7 punti, 3 rimbalzi e 3 assist), si appresta a tenere alto il tricolore durante i playoff. A “fare la festa” ai Knicks ci hanno pensato soprattutto Nate Robinson (35 punti), Butler (22 punti e 14 rimbalzi) e Boozer (13 punti e 15 rimbalzi).

Chicago si conferma quindi “guastafeste”. Il 27 marzo scorso erano stati LeBron James e compagni a cadere (101-97) dopo 27 vittorie di fila (secondo primato di tutti i tempi NBA). E solo per un soffio, il 18 marzo, lo stesso trattamento non era stato riservato ai Nuggets di Gallinari, reduci da 12 vittorie e salvati solo da Noah che invalidò il canestro della vittoria proprio di Belinelli a fil di sirena.

Questa volta a rammaricarsi è stato Carmelo Anthony. Anche se non del tutto. Con altri 36 punti all’attivo (anche se il 13 su 34 dal campo non è proprio da mvp), Melo non è riuscito a portare un’altra vittoria a New York ma ha scavalcato Kevin Durant (31 ieri nel successo su Golden State) nella classifica dei migliori marcatori NBA per media punti: 28.6 contro 28.3 del bomber dei Thunder.

A Chicago sono arrivati intanto altri 28 punti di J.R. Smith e 19 di Felton. A dimostrazione che Mike Woodson può contare su altre armi importanti in vista dei playoff. Stesso discorso per i Bulls, il cui collettivo ha sopperito da tempo all’assenza di Derrick Rose, la cui telenovela sembra comunque non essere ancora arrivata alla fine.

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