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I Lakers cambiano volto e Gasol rimane a guardare

L’ultima volte che erano arrivati tre successi in fila era il periodo di Natale e in quella striscia, conclusa poi a cinque vittorie, Kobe Bryant aveva segnato almeno 30 punti, con la ciliegina sulla torta dei 34 punti proprio il 25 dicembre che gli avevano permesso di superare tutti nella speciale classifica dei punti totali segnati il giorno di Natale. Una magra consolazione visto poi il trend negativo intrapreso dalla squadra di Los Angles nelle successive partite.

La differenza tra quella striscia e i Lakers di oggi è una: difendono. Finalmente D’Antoni ha adattato la sua filosofia di gioco ai suoi giocatori, oppure gli stessi si sono adattati il più possibile al gioco del coach. Quello che è sicuro è che è presto per parlare di crisi al passato, ma finalmente vediamo le stelle di LA sacrificarsi anche nella metà campo difensiva. Primo fra tutti Kobe.

I 39 assist nelle 3 ultime partite sono un record per il numero 24 che trascina i compagni e “impacchetta” tiri preziosi, che con giocatori di quel calibro sono praticamente punti fatti. «Ora abbiamo un sacco di soluzioni diverse. Non uno o due, ma moltissimi giocatori in grado di segnare da ogni posizione», ha detto D’Antoni soddisfatto a fine gara, aggiungendo: «sono veramente stupito. Non pensavo che Kobe fosse in grado di dare questa intensità in difesa e riuscire a mettersi a disposizione della squadra in questo modo».

L’unico che non partecipa alla festa, almeno non completamente, è Pau Gasol, in panchina per il quarto periodo contro gli Hornets. «Sono un combattente, un giocatore che vuole mettersi in discussione sempre e non giocare non è mai facile. Sono deluso».

A 5 vittorie di distanza ci sono i playoff. La missione non è impossibile…

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