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Torna Odom, attenti ai Clippers

Dei giovanissimi Darius Miles, Elton Brand e Lamar Odom con la maglia dei Clippers

Correva l’anno 1999 quando un diciannovenne Lamar Odom fu chiamato come quarta scelta assoluta del Draft NBA dai Los Angeles Clippers. Il suo debutto nella lega fu da sogno: il 2 novembre 1999 contro i Seattle Supersonics fece segnare, in 44 minuti di impiego, 30 punti, 12 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate e 2 palle recuperate. La sua brillante stagione da rookie terminò con 16,6 punti, 7,8 rimbalzi e 4,2 assist di media. Tutto lasciava presagire un sodalizio lungo tra la franchigia californiana e l’ala prodotto dell’università di Rhode Island ma quando, quattro anni dopo, Lamar si accordò con gli Heat (contratto di 6 anni a 65 mln di dollari) se ne andò sbattendo la porta definendo i Clippers “l’inferno del basket”.

La consacrazione di “Lamarvelous” avviene poi gli odiati cugini dei Lakers dove approda nell’ambito della trade che portò Shaq agli Heat: 2 titoli NBA e il riconoscimento di Miglior Sesto Uomo nel 2011.

Poi la fine dell’amore anche con i Lakers (“mi sono sentito tradito, da uomo chiave, seppur partendo dalla panchina, a giocatore che non serve”) e la difficile stagione con i Mavericks chiusasi in malo modo, con franchigia e giocatore d’accordo nel lasciarlo partire nell’estate 2012.

Oggi, a 32 anni i Clippers non sono più solo il passato di Odom, ma anche il suo futuro: a poche ore di distanza dall’apertura ufficiale del mercato estivo 2012 Mavericks e Clippers si sono accordate per mettere in piedi una trade dove al centro di tutto c’è Lamar Odom che se fosse stato ceduto entro il primo luglio avrebbe tolto 8.9 milioni di dollari dal monte salari dei Mavs.

L’avventura di Odom in Texas è stato un vero e proprio disastro: incapace di adattarsi agli schemi di Carlisle, a metà stagione decise di “sparire” senza avvisare nessuno , poi tornò un paio di settimane più tardi, ma solo per restare altri 30 giorni e quindi finire fuori squadra. Odom non ha mai spiegato con chiarezza cosa ci fosse dietro al suo comportamento ma secondo alcune gole profonde a preoccupare Lamar era la lontananza d Los Angeles causata non dai Lakers piuttosto dalla moglie Kardahian e dalla relativa soap opera/reality “Al passo con i Kardashian”.

Lamar, determinato a tornare nella Città degli Angeli, è stato accontentato dal momento che ad acquistarlo sono i Los Angeles Clippers decisi a rinforzare il proprio roster partendo dalla panchina (anche nell’ottica di convincere CP3 a rinnovare). Per mettere in piedi lo scambio, però, i Mavs hanno chiamato in causa pure Jazz e Rockets in una trade a 4. Utah, utilizzato l’eccezione derivante dalla cessione di Okur ai Nets dello scorso campionato, riceve Mo Williams dai Clips e scambia i diritti sull’ala Tadija Dragicevic con Dallas che a sua volta spedisce a Salt Lake City quelli di Shan Foster. Sempre i campioni Nba 2011 ottengono da Houston una somma di denaro mentre i Rockets fanno quadrare il cerchio con l’arrivo del giocatore selezionato al secondo giro dai Clippers Furkan Aldemire.

La trade si è trasformata in realtà solo a poche ore dall’apertura ufficiale del mercato nonostante i club fossero pronti già da inizio settimana a dare il via all’affare perché Mo Williams era titubante sul lasciare i Clippers per (ri) unirsi ai Jazz (dove iniziò la carriera). Tuttavia l’agente di Mo, Mark Bartelstein, ci tiene a sottolineare come siano solo voci ed il suo cliente sia pronto a indossare la divisa di Utah:

Non si è opposto all’affare. Non ha cercato di mettere il veto. Semplicemente prima di dare il via ad un affare come questa abbiamo voluto prenderci un po’ di tempo per capire come potrebbe evolversi la situazione. Più guardavamo alle potenziali situazioni e più ci rendevamo conto che Utah era la scelta migliore per Williams. Mo è felicissimo di ritornare a Utah.

Così, ora i Clippers non sono più solo il passato di Odom ma anche il suo futuro:

“E’ come se avessi un conto in sospeso con Clippers per questo sono tornato. Partendo da zero hanno costruito un gruppo fantastico con giocatori chiave quali Griffin e Paul. Sono contento di tornare.”

Quello che oggi rende i Clippers una squadra interessantissima è non solo l’arrivo di Paul lo scorso anno ma anche il rinnovo quinquennale, quasi ufficiale, di Griffin per una somma che potrebbe arrivare fino a $95milioni di dollari che darà ulteriore solidità ad un progetto che si baserà anche sul nuovo campo di allenamento da $50 mln di dollari che sarà prono a breve.

Ma rispetto alla sua prima esperienza con i Clippers, anche Odom è profondamente cambiato: nei Clippers degli “enfant prodige” Odom, Darius Miles, Michael Olowokandi, Corey Maggette ed Elton Brand i primi 4 anni con biancorossoblu di Odom furuno caratterizzati da lampi di genialità ma anche da gravi comportamenti immaturi (fu sospeso 2 volte dalla lega) che pesarono sul futuro dell’allora allenatore Alvin Gentry (cui qualche anno dopo chiese scusa per il suo comportamento).

Soddisfatto del ritorno del figliol prodigo anche il presidente dei Clippers, Andy Roeser:

“L’ho seguito per tutta la sua carriera, mi ricordo quando, ancora ragazzo, nel 1999 firmò il suo primo contratto con noi. Gli abbiamo dato la possibilità di crescere come persona e come giocatore. Ora è diventato un vero professionista. Sappiamo che lo scorso anno non ha brillato ma dopo aver sentito le ragioni per cui voleva tornare e l’entusiasmo con cui ce lo diceva ci siamo convinti che era la scelta giusta”

L’arrivo di Odom non chiude certamente il mercato dei Clippers: sempre intenzionati a rifirmare Billups, che si è fermato nella scorsa stagione per un grave infortunio al tendine d’Achille ma che potrebbe tornare a metà di questa stagione, stanno sondando il terreno per prendere una delle ottime guardie che il mercato dei free agent mette a disposizione quest’anno: Jamal Crawford, Ray Allen, Courtney Lee, Nick Young e Bobby Simmons sono tutti nomi appuntati sul taccuino di Del Negro e del GM Olshey. Al momento in cima alla lista delle preferenze c’è Jamal Crawford che si incontrerà proprio oggi con gli emissari dei Clippers che, con ogni probabilità, gli proporranno un contratto utilizzando la loro mid-level exception.

In una NBA in cui avere un centro dominante pare non dare alcun vantaggio (Miami, Oklahoma, Celtics e, in parte anche gli Spurs insegnano) se i Clippers dovessero rifirmare Billups e prendere anche un’altra guardia, con Odom a dare consistenza alla panchina, il roster dei losangelini avrebbe tutte le carte in regole per lanciare l’assalto al titolo.

Ovviamente Vinny Del Negro permettendo…

6 risposte a Torna Odom, attenti ai Clippers

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Secondo me, vi siete già dimenticati che i Clippers sono stati a lungo terza potenza di Western Conference, posto perso solo dopo l’infortunio di Billups: sono una buona squadra e lo hanno dimostrato quest’anno arrendendosi in semifinale di conference (senza una guardia che sapesse tirare) solo a dei fantastici Spurs (poi scoppiati con i Thunder). Mancano di un allenatore capace, Del Negro è davvero impresentabile…

    Vi ricordo che in molti dicevano che LeBron e gli Heat non avrebbero mai vinto…sappiamo come è andata a finire. I Clippers non vinceranno il titolo ma possono dire la loro se completano il roster con una buona guardia tiratrice

  • Nitrorob scrive:

    “i clippers perderebbero il titolo anche giocando da soli” ahahahahahaha m’hai fatto mori!!!!
    ma tutti i torti non ce l’hai!! Griffin sembra uno uscito da Jersey shore!!ahah

  • gasp scrive:

    Odom ai clippers sara importante ma assalto al titolo.
    ..fantascienza.hai ragione lore 2324 se paul non rinnova e se ne va i playoffs tornano a vederli in tv

  • Lore2324 scrive:

    i clippers perderebbero il titolo anche giocando da soli…io mi preoccuperei del fatto che paul ha già rifiutato la prima proposta di estensione…

  • Nitrorob scrive:

    La coerenza non sa neanche cosa sia Odom a quanto pare!!ahahah
    spero per i Clipper che non facciano una cappella come fece Dallas a suo tempo!!

  • rean (bulls) scrive:

    Assato al titolo mi sembra un po’ troppo…L’unico serio di quella squadra e Paul che ha portato una squadra di perdenti di TUTTO lo sport americano ai play off…Griffin sa solo saltare,lo tieni lontano dal canestro e non fa nulla. è normale però che con Odom e un’ottima guardia ai PO ci arrivano sicuri poi dipende da chi beccano ma assalto al titolo mi pare esagerato!!

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