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Qui casa THUNDER, la squadra più migliorata

Da oggi Oklahoma City non sarà famosa solo per la bomba terroristica fatta esplodere il 19 aprile 1995 da Timothy McVeigh, sarà ricordata negli annali del basket Nba come campione della Western Conference 2012. Una squadra che ha sofferto in questa serie sotto 2 partite a 0 contro la franchigia più in forma di tutta l’Nba, ha imparato dagli errori commessi e ha vinto. La partita di questa notte è stato il riassunto di tutta la serie, con gli Spurs avanti di 18 punti e con il timone della partita in mano, poi il recupero dei Thunder, la gestione oculata di ogni pallone e infine il colpo di grazia. Vedere gli Spurs arrendersi a -4 con 26 secondi ancora da giocare, la dice tutta sulla capacità dei Thunder di abbattere le speranze di San Antonio.

San Antonio inizia con un’intensità mai vista, impone il suo gioco e domina in difesa. Mette in mostra il suo gioco migliore, con Parker e Duncan (25 punti) che si prestano a far giocare i compagni, a mettere in moto le altre armi d’attacco. Ginobili fa vedere qualcosa nella prima metà di partita e si vede, Jackson (23 punti 6/7 da 3) comincia a martellare da 3 con impressionante precisione. Poi nel terzo quarto comincia la rimonta dei Thunder e San Antonio non riesce ad arginare lo strapotere fisico di Oklahoma. popovich va in tilt, tradito da Manu Ginobili (10 punti alla fine) e da Tony Parker (29 punti alla fine) che nel quarto e ultimo quarto mettono a segno rispettivamente 2 punti e 6 punti un pò pochino per chi voleva vincere. San Antonio non è crollata, è collassata, senza disperdere i pezzi o rompendosi disordinatamente, ha perso mostrando un gioco splendido senza mai mollare.

Gli Oklahoma City Thunder vincono in rimonta iniziando questa partita contratti, forse sentivano il peso del match point. Non sono riusciti a fermare il gioco degli Spurs, contratti in attacco e senza mai dare l’impressione di ribaltare le cose. Brooks non trova la soluzione, ma poi gestisce lo spogliatoio in maniera perfetta, i Thunder ritornano in campo trasformati. Durant garantisce punti (34), assist (5) e rimbalzi (14), e non si discute il suo carisma in campo con i compagni e il rispetto che gli avversari gli conferiscono. Westbrook sempre più play che guardia, chiude con 25 punti e 8 rimbalzi e con più del 50% dal campo. Harde uomo chiave con i suoi 16 punti e Ibaka torna in doppia cifra (10 rimbalzi). Il volto della partita cambia, Oklahoma va in vantaggio ma gli SPurs si rifanno sotto fino a che Fischer “il vecchio” , si proprio lui, si inventa un tiro da 3 dall’angolo su scarico di Harden, sul 91-93 per Oklahoma. Gary Neal gli mette il braccio in faccia, non c’è spazio per tirare ma lui lo trova e riporta i Thunder a +5, nell’azione dopo Harden “il giovane” ripete l’impresa del vecchio. La partita prende una piega non più ricomposta e Oklahoma trionfa.

Onore agli sconfitti perchè se lo meritano. Ma Oklahoma ha dimostrato di essere la SQUADRA più forte, non c’è ombra di dubbio. Possiede l’Mvp assoluto che risponde al nome di Kevin Durant, ha il miglior sesto uomo (James Harden), ha un miglioratissimo play (Russell Westbrook) e possiede un coach che ha saputo imparare dalle prime sconfitte e proporre un gioco nuovo, un nuovo modo di affrontare la difesa degli Spurs e costringerli a perdere 4 partite consecutive. Il vero punto in più di Oklahoma è stata la capacità di migliorarsi in corsa durante questa serie, non perseverare negli errori e rendere mentalmente tutti più forti. Adesso sono pronti, mentalmente e fisicamente, vediamo chi sfiderà i campioni di Oklahoma.

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