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Qui casa SPURS: niente drammi

Nessun dramma: doveva accadere, prima o poi. Quella striscia di 20 vittorie consecutive stava diventando più un peso che uno stimolo e, forse, è stato anche un bene che si siano chiuse queste 7 settimane senza sconfitte. Bisognava tornare con i piedi a terra, per non peccare troppo di presunzione (anche se questo rischio con coach Pop non si corre, ndr) e comunque, alzi la mano chi non firmerebbe per avere uno score di 20 vittorie su 21 impegni (o 30 vittorie nelle ultime 33 gare).

Gli Spurs non sono riusciti a portare la serie sul punteggio di non ritorno (il 3-0 che nessuno è mai riuscito a ribaltare) ma, per quanto visto nelle prime due gare e stanotte, quel punteggio non avrebbe reso merito a dei Thunder che hanno mostrato delle ottime qualità.

Per certi versi, stanotte è sembrato di rivedere la gara dell’ultima sconfitta degli Spurs, quella contro i Lakers dell’11 aprile scorso, anche se in quel caso, tra le mura amiche, i Big Three fallirono ancor più clamorosamente la gara, altro che stanotte.

Oklahoma stanotte è stata come un cane impaurito vistosi chiuso in un angolo, ha reagito d’istinto, con rabbia, d’orgoglio anche, e ha meritato una vittoria arrivata giocando “alla San Antonio”, partendo subito forte (8-0), difendendo aggressivamente (impressionante Sefolosha schierato su Parker), non permettendo agli avversari di tornare sotto.

Semplicemente, stavolta, la cattiveria agonistica chiesta da Popovich nell’ultimo quarto di gara 1 e in tutta gara 2 non c’è stata o se c’è stata è stata prevaricata da quella messa in campo dai Thunder: il dato delle palle rubate deve far riflettere, Oklahoma batte Spurs 14-2, perché, guarda caso, a fine gara ci sono stati 12 possessi di differenza tra le 2 squadre!

Ma il demerito di San Antonio è stato quello di non riuscire sistematicamente a trovare il modo di difendere il proprio pittato dato che da li sono venuti 44 dei 102 punti dei Thunder e questo nonostante Duncan, “The Big Fundamental“, abbia realizzato 5 stoppate, quelle che gli servivano per scavalcare Kareem Abdul-Jabbar nella classifica dei migliori stoppatori!

Con Parker che ha faticato, 16 punti (6/12 dal campo) e 5 palle perse (in gara 2 erano state 6 in totale per gli Spurs), con Duncan che ha chiuso con 11 punti (5/15 dal campo) e la miseria di 2 rimbalzi, con Ginobili che ha messo a referto solo 8 punti (1/5 al tiro), con il trio Diaw, Green, Leonard che ha combinato per soli 6 punti totali era impossibile riuscire superare una squadra come Oklahoma, anche se Jackson fa 6/7 e mette 16 punti e Blair ne mette 10 con un buon 5/7.

Col senno di poi possiamo dire che è stato sbagliato concedere a un Duncan in serata no ben 11 dei primi 25 tiri della squadra, ma a cose fatte tutti sono ottimi allenatori.

Nonostante la pesante sconfitta (ma tanto perdere di 1 o di 20 non fa differenza), Popovich non ha perso lucidità e, una volta ritenuta irrecuperabile la gara, ha deciso di preservare Duncan e Parker non facendoli giocare negli ultimi 15′: quelle saranno energie fondamentali per gara 4 dove la musica sarà sicuramente diversa.

2 risposte a Qui casa SPURS: niente drammi

  • marco baraldi scrive:

    Poteva essere prevedibile una sconfitta in gare 3 per gli Spurs, come la reazione di orgoglio e rabbia agonistica dei Thunders, anche in considerazione dei commenti emersi dopo gara 2.
    La prossima sarà tutta un’altra storia, almeno ne sono convinto, e sarà forse la più bella da vedere. Thunders ringalluzziti e Spurs decisi a vendicare l’ampia sconfitta di gara 3. Sarà gran basket, neanche minimamente paragonabile come emozioni e gioco all’altra finale tra Miami e Boston (che peccato vedere quei grandi campioni così acciaccati da non riuscire a giocarsela veramente, a meno di grandi sorprese stanotte, forza celtic’s pride!!!!). Miami inguardabile ed insopportabile con quei due solisti e nient’altro intorno. Il vero basket è un’altra cosa!!!!!

  • mvp scrive:

    prima o poi dovevano perdere, certo l’ hanno fatto col botto!!!!

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