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Qui casa HEAT: citofonare JAMES

Ok, perdere una partita non fa piacere a nessuno, ma i Celtics non sono acerrimi rivali quali Bulls, Knicks o Magic e perdere una partita in una finale di conference ci può stare, era da preventivare, in fondo non si sta certo giocando con i Bobcats.

Che dicano quello che vogliono i tifosi delle altre squadre ma recriminare per aver perso una partita a causa di episodi è un esercizio inutile in cui non ci si deve applicare. Le statistiche parlano chiaro: percentuali simili dal campo, 49.4% (frutto di un 38/77) contro 50% (38/76), stessa percentuale dal perimetro 29.4%, una palla persa in meno (11-12), una palla rubata e una stoppata in più degli avversari (5-4), stesso numero di falli di squadra (24). Gli Heat, ancora una volta, hanno pagato l’eccessiva imprecisione ai liberi (10/20 contro 20/26).

Se la partita è sembrata a senso unico è solo per quei 7 minuti a cavallo tra primo e secondo quarto in cui agli Heat sono andati in blackout totale dilapidando un vantaggio di 6 e subendo un parziale di 15-0 che poteva decisamente anche essere peggiore ma bisogna anche dire che il massimo vantaggio di Boston è stato di 24 punti, quindi, in qualche modo, gli Heat non hanno mai mollato (altro dato fondamentale).

LeBron James, sempre più trascinatore di questa squadra, ha realizzato l’ennesima prestazione da 34 punti (16/26 dal campo), 8 rimbalzi, 5 assist ma, senza Bosh, il solo LeBron non può bastare se Wade chiude la serata con 18 punti (9/20) senza andare mai in lunetta e Battier in 38′ fa segnare uno scandaloso 0 (zero) a referto con 0/6 dal campo; così anche i 14 (5/11) di Mario Chalmers e gli 11 (4/8) di Mike Miller diventano inutili.

Se in 2 non si vincono le partite, figurarsi in 1½ contro una squadra che ha ritrovato un Garnett che sembra ringiovanito da 24 punti (11 rimbalzi), un Pierce da 23 e un Rondo da 21 (e 10 assist). Lo sapevamo tutti che senza Bosh, per sperare di vincere bisogna che i Wade e James garantiscano almeno 60 punti cosa che stavolta non è accaduta per l’ennesima prestazione opaca Wade che sta vivendo una stagione davvero strana fatta di alti e bassi che in passato non ha mai avuto (merito della stagione corta?, ndr); forse per la prima volta da inizio serie, si è realmente sentita l’assenza di Bosh e lo strapotere fisico dei Celtics sotto canestro è evidenziato dal conto totale dei rimbalzi, 32-44 per i verdi. Spoelstra avrà da lavorare anche su questo.

Appuntamento per un pronto riscatto domenica notte ancora al Boston Garden che ancora attende di essere violato in questi playoff, quale miglior occasione?

8 risposte a Qui casa HEAT: citofonare JAMES

  • Bostoniano di nascita scrive:

    Vabeh raga dai…BUFFA-TRANQUILLO non si discutono..(e lo dico evidentemente da tifoso dei celtics)dopo le prime due gare l’impressione era che i miei BIANCOVERDI escluso un ragazzotto con il numero 9 sulle spalle( dio se lo amo follemente..) non ne avessere più…ALLEN male, PIERCE non di meno, la panchina con tutti i limiti, non ha dato certo una mano…i soli KG (idolo se ce n’è uno…) e RONDONE MIO non bastano e questo lo sappiamo…era normale prevedere una serie corta…ma i CELTICS sono i CELTICS e quegli stendardi appesi hanno un significato che va al di la della pallacanestro, al di la delle buone squadre…è una questione di mentalità…orgoglio, carattere, CAMPIONI NON SI DIVENTA, CI SI NASCE…esattamente come CELTICS…CELTICS SI NASCE, CE L’HAI DENTRO, non si puó spiegare, fisico o non fisico…
    Sempre più orgoglioso di amare questa squadra…

  • Paolo scrive:

    Scusate, ho appena visto gara 4: una partita intensa conclusasi solo all’overtime a favore di Boston. Ora non posso dimenticare le parole di Federico Buffa ( spalleggiato da Flavio Tranquillo ) dopo gara 2: la serie terminerà 4-0 o 4-1 in favore di Miami ! Siamo 2 a 2 e i Celtics non mi sembrano poi così dimessi … anche se da 3 anni li danno per finiti ! Certi commentatori dovrebbero cambiare mestiere per un semplice motivo: questi a pallacanestro non hanno mai giocato !!! SALUTI A TUTTI ( anche agli “esperti” di basket )

  • Mirko Novelli scrive:

    Intanto vi ringrazio a nome della redazione per leggerci e commentare i nostri articoli perché così ci date modo anche migliorare.

    Cerchiamo di fare chiarezza…la rubrica “Qui casa” è nata per queste finali di conference per dare spazio al commento da parte del tifoso di una o dell’altra squadra (e dico vorrebbe perché onestamente fare un articolo di parte è difficile quanto farne uno totalmente super partes).
    Da osservatore imparziale posso anche affermare che la partita è stata dominata da Boston una volta preso il comando (e il +24 di massimo vantaggio parla chiaro) però, mettetevi nei panni di un tifoso di Miami e sicuramente farete le stesse considerazioni di cui sopra: gli Heat hanno perso per i liberi non messi e per un Wade sicuramente non i giornata di grazia.

    Come diceva Einstein Tutto è relativo…

  • Danilo Scaffaro scrive:

    Hai mischiato un pò di cose… io che scrivo a nome di Boston ti dico che la partita i Celtics l’hanno dominata, non tento a livello statistico quanto a livello di gioco (nel pitturato soprattutto) e a livello fisico. Poi Novelli scrive quello che vuole da parte degli Heat, e giustamente sostiene una sua idea.

  • Anonimo scrive:

    Per Miami perdere questa partita è quasi fisiologico, Wade gioca quasi sempre 1/4 ovvero il terzo, LeBron gioca da solo gli altri tre, con gli altri a fare da contorno. Mi aspettavo peggio dagli Heat senza Bosh, ma concordo con il fattore “liberi”, nelle Finali e nella Finale sono fondamentali, in gara 2 sia con Boston che con Indiana mi pare James fa uno 0/2 in un momento topico, se si aggiustano le percentuali non c’è storia con Boston.

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    aaa hai ragione James ha dei problemi quando la palla scotta ma, da giornalista, posso dirti che non si può, ogni volta che Miami perde, continuare a scriverlo, col risultato di alimentare le solite sterili polemiche che la peggior parte della tifoseria Heat non vede l’ora di ritirar fuori come sta accadendo nell’altro articolo sugli arbitraggi…e comunque è sotto gli occhi di tutti anche che Wade quest’anno ha dei seri problemi di continuità prestazionale che invece non ha LBJ…Spoelstra o Riley dovrebbero interrogarsi sul perché di questa situazione

    Le statistiche vanno prese con molle ma se in una partita in cui i Celtics hanno dominato (tu e Scaffaro dixistis) e le cifre del confronto sono queste, con gli Heat che perdono solo per i liberi sbagliati, allora per i verdi non c’è davvero speranza vincere questa serie…

  • fabio scrive:

    boston ha perso con casa con i sixers……….go celtics

  • aaa scrive:

    Non sono d’accordo. E spiego anche il perchè: i numeri a volte non sono tutto. LBJ ha fatto si più punti di Wade ma nel vero momento del bisogno, quando si stava riaprendo la partita nel 4° quarto, con gli Heat che erano arrivati a meno di una doppia cifra differenza di punti… Lebron è scomparso. Come gli abbiamo fatto fare tante altre volte. Wade invece nel 4° quarto sale sempre nel rendimento. Certo senza i punti di Lebron non si arriverebbe alla fine con la possiblità di vincere ancora… ma il ragazzo ha chiaramente dei problemi quando i palloni iniziano a scottare. Anzi ieri Lebron non solo è stato assente inguistificato nell’ultimo quarto ma anche sbagliato un paio di palloni. Quindi citofonare LBJ si, ma poi mettiamo agli atti che quando conta lui scompare.

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