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Qui casa HEAT

Il percorso è stato molto più arduo del previsto, ma alla fine l’obiettivo minimo è stato raggiunto. Non arrivare alle Finals sarebbe stato un fallimento, anche se ci si fosse fermati ad una sola partita, ad un solo canestro. Invece i Miami Heat sono riusciti a superare le insidie ed i problemi ed arrivano a queste Finals forse più forti e più convinti che mai.

E’ stata piegata la concorrenza di una grande squadra, e solo nell’ultimo periodo di gara 7, e questo rende ancora più importante questo successo, perchè testimonia la capacità di reggere le pressioni enormi che si agitavano sopra la squadra della Florida, e questo tipo di pressioni si troveranno ancora nelle prossime gare.

Con James come al solito super, anche Wade questa volta ha reso meglio delle ultime gare, ma quello che ha fatto fare il salto di qualità è stato Bosh: 17 punti uscendo dalla panchina (con tre triple!) e 9 rimbalzi è stato l’arma in più rispetto alle partite precedenti.

Spoelstra ha chiesto molto alle sue stelle, ha accorciato la rotazione a 6 giocatori, con gli altri che hanno giocato pochi spiccioli, e James in campo ogni istante fino a 28 secondi dalla fine. Il pericolo di questi playoffs è sempre lo stesso: la stanchezza. I Thunder hanno riposato parecchio grazie ad un percorso meno accidentato, nonostante il pedigree degli avversari affrontati, mentre Miami ha dovuto sudare per arrivare alle finali, ed ha dovuto spremere i suoi big come non mai.

Ora ci sono tre giorni per recuperare, e saranno fondamentali per riuscire a presentarsi a gara 1 al meglio delle forze. Noi spettatori invece ci stiamo già preparando il divano e le birre per l’ennesimo spettacolo di una postseason esaltante.

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