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Il Quintetto di Oklahoma

Per Oklahoma City è la prima finale della storia, ottenuta in soli 4 anni di vita. I Thunder sono stati creati nel 2008 dalle ceneri dei tuttora rimpianti Seattle SuperSonics (per la franchigia smeraldo-oro nella sua storia ci sono state 3 Finali, di cui l’ultima nel 1996 persa contro i Bulls di Jordan ed un titolo nel lontano 1979). Miami è alla terza Finale complessiva (la seconda consecutiva) ed il bilancio è in parità, con una vittoria nel 2006 (4-2 ai Mavericks che avevano il vantaggio del fattore campo) ed una sconfitta lo scorso anno (quando Dallas si prese la rivincita trionfando per 4-2 nonostante lo svantaggio del campo). Per James ci saranno dei tifosi speciali, come annunciato su molti giornali sportivi americani, a spingerlo nell’impresa: saranno proprio i tifosi dei Sonics che ancora non hanno digerito lo “scippo” della squadra da Seattle da parte dell’attuale proprietario dei Thunder Clay Bennett con la compiacenza del commissioner David Stern.

I Thunder partono favoriti sia per la grande prova di forza dimostrata in questi playoff, dove hanno eliminato in rapida sequenza i campioni in carica di Dallas (4-0), i Lakers di Bryant (4-1) e infine i San Antonio Spurs (4-2, piazzando 4 vittorie di fila contro una squadra che aveva perso appena 2 delle ultime 32 partite giocate!) e poi anche per il vantaggio del fattore campo (attualmente la Chesapeake Arena è ancora imbattuta nei playoff!).  Solo l’esperienza potrebbe limitare Oklahoma City, dato che i giocatori arrivano per la prima volta all’appuntamento finale.

I Thunder godranno di un vantaggio indubbio: la Chesapeake Arena, lo stadio di casa, è uno degli impianti dove si trovano i tifosi più calorosi di tutta la NBA che rende un vero inferno la vita alle squadre ospiti.

Coach Scott Brooks ha dimostrato, in questa post season, di essere un grande allenatore mettendo sotto scacco con le sue mosse, uno dei migliori allenatori della storia come Popovich degli Spurs. Risulta sicuramente più preparato e più incline ai cambiamenti, ma questa peculiarità gliela da il suo roster. Il quintetto base lo possiamo dare per certo visto i pochissimi cambiamenti fatti dal coach durante l’anno. Partiamo da:

Russell Westbrook è il play della squadra, ma limitarlo a questo ruolo mi pare riduttivo. Segna, sforna assist in continuazione e ha saputo difendere ottimamente contro Parker e Ginobili nella serie contro gli Spurs. Giocatore pressochè completo con un solo limite evidente: la tenuta psicologica. Insomma il giovane play quando comincia a prendere troppi tiri, a tenere la palla per 20 secondi in attacco rischia di perdere la bussola e di commettere un errore dietro l’altro. Questo è lo spauracchio che Brooks ha dovuto affrontare nelle prime 2 gare contro San Antonio, ma da li in poi Russell è stato contenuto, indirizzato e messo nelle condizioni di svolgere al meglio il suo ruolo. Insomma non deve ricadere in questi errori se no Miami li sfrutterà per benino.

Thabo Sefolosha è sicuramente l’arma difensiva più pericolosa di tutta l’Nba, ha marcato Ginobili, Parker, Bryant, Jason Terry… battendoli, limitandoli e permettendosi anche di andare a segno con continuità. Il ragazzo è estremamente migliorato e se acquista la capacità di mettere a segno almeno 10 punti a partita, diventa una freccia da scoccare con estrema precisione.

Serge Ibaka è, a furor di popolo, il vero difensore dell’anno in Nba, con le sue innumerevoli stoppate e la sua presenza inquietante (per gli avversari) in mezzo all’area dei 3 secondi. In questi playoffs ha giocato una partita perfetta (100% dal campo) e ha fatto il suo record. Insoma sta in forma, ma anche lui va stimolato e fatto giocare, in caso contrario si nasconde e Brooks lo fa giocare molto poco. anche lui un’incognita sul rendimento.

Kendrick Perkins a 28 anni rappresenta un uomo d’esperienza con un’anello al dito. Non convince il suo gioco, forse l’anello debole del quintetto di Oklahoma, ma anche lui se la partita si mette in un certo modo può distruggere il gioco di Miami con i suoi rimbalzi e la sua difesa. Il coach spera nella sua esperienza, non può pretendere 20 punti, lo sa e non lo pretende, ma pretende difesa e rimbalzi.

Il quinto è Kevin Durant sul quale oramai non ci sono più parole. A 24 anni è considerato il più forte e completo giocatore di basket del mondo. Non ha mai tradito in questi playoffs, prendendosi la responsabilità dei tiri importanti e delicati, conducendo alla vittoria i suoi Thunder contro i campioni di Dallas (squadra non così debole) e i Lakers di Bryant (vinte 3 partite di pochissimi punti). Recuperando contro gli SPurs Durant ha dimostrato di poter campiare gioco, intensità e trovare il lato debole dell’avversario. Kevin non ha potenzialmente punti deboli, ma se isoltao, se lasciato con la palla in mano per 15 secondi lui soffre l’impossibilità di scaricare il pallone. Mi spiego meglio, Durant riesce a creare un gioco, attirando a se almeno 2-3 giocatori avversari e coglie il compagno liberi meglio posizionato con un passaggio fulmineo. Se Miami riuscisse a creare una serie di rotazioni tali da limitare questa visione periferica del numero 35, allora ci sarebbe da ridere.

Naturalmente non considero Harden e Fisher che potrebbero indirizzare la partita nella direzione Thunder. Mi sono limitato al quintetto base anche se James Harden gioca molto di più di Sefolosha. Il barbuto non si smetisce mai, spacca le partite e le decide con la sua intensità e ultimamente con dei tiri da 3 mortiferi. Un ragazzo veramente immarcabile per Miami soprattutto se affiancato a Durant e Westbrook. Nelle rotazioni difensive ci potrebbero capitare Chalmers o Wade e questo li limiterebbe molto in attacco, su Harden non ci si può distrarre un secondo.

I Thunder rimangono in leggero vantaggio (se non fosse altro per giocare 4 partite su 7 in casa) ma se abbassassero la guardia anche un solo momento gli Heat ne approfitterebbero subito. Giocare senza sbagliare è impossibile, questo darà spettacolo, sta a noi essere spettatori di uno spettacolo che si preannuncia UNICO.

5 risposte a Il Quintetto di Oklahoma

  • Nitrorob scrive:

    Anonimo lo so che la partita era tra le squadre e che “the King” è il migliore (sennò non avrebbe vinto l’MVP no??)
    ma siccome io sono tifoso Thunder se non si era capito (e sopratutto uno di quelli che avrebbe dato l’MVP a Durant)
    mi diverto a fare il paragone! e siccome si sono marcati a uomo tutta la sera (KD ha chiesto la difesa su James invece di Sefolosha) direi che alla fine chi l’ha scampata è stato KD anche dal punto di vista dei numeri puri!!
    punto! è solo un confronto da tifoso! poi magari LBJ dominerà le altre restanti, ma per ora KD è in testa (grazie a lui e grazie alla squadra ovviamente ;-))

  • anonimo scrive:

    nitrorob ti sfugge che la partita era tra heat e thunder non tra lbj e kd… può vincere quanto vuole, tanto the king rimane il migliore almeno per ora…

  • Nitrorob scrive:

    KD 1 LBJ 0!!!
    17 punti di Durant solo nel 4/4, 41 punti della coppia KD Westbrook nel 2° tempo contro i 40 di TUTTA miami!!
    come al solito partono male con uno svantaggio superiore alla doppia cifra! ma nel 2° tempo (sopratutto nel 4/4) quando gli altri iniziano a spengersi loro si accendono e fanno delle gran rimonte!
    anche questa oltre i 100 punti!
    KD sembrava superman come trovava spazio la mandava in rete (unica pecca qualche azione difensiva scazzata)
    Russell ha giocato come più mi piace! da Play vero che ne mette cmq 27!! e quasi tripla doppia! ma sopratutto SOLO 2 palle perse!!! che da lui non è poco
    Sefolosha ormai è una colonna portante in difesa! e inizia a venire fuori anche in attacco!
    Se Fisher ha giocato 25 minuti contro i 15 soliti un motivo ci sarà 😉
    l’unico che è mancato è il Barba (Harden) ma dopo un sacco di partite al top senza sgarrare ci stà un prestazione moscia! fortunatamente ieri non è “servito”!
    non posso dire altro! letteralmente perfetti! Lebron il solito mostro, ma la difesa di OKC ha eclissato Wade e Bosh, come si è già visto e ridetto Lebron non può giocare da solo! sopratutto 7 gare con questo ritmo!

    so che avrei dovuto aspettare il report della partita ma ero troppo contento e non ce la facevo ad aspettare!!:-)

  • 4-1 o 4-2 OKC, giusto perchè vogliono festeggiare in casa.

  • Prince Mascio scrive:

    Rimando la mia considerazione tattica del match sotto l’articolo ” il quintetto di Miami”

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