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I Blazers e la mediocrità: è l’anno della rinascita?

Solo tre stagioni fa Portland guardava ai Trail Blazers come al suo fiore all’occhiello: una squadra giovane ed eccitante, prospetti destinati ad entrare nel gotha della NBA, un allenatore con le idee chiare e capace di far rendere al meglio una squadra storicamente ricca di talento ma povera di attitudine al lavoro. Tre anni dopo tutto questo non c’è più: delle tre stelle che facevano sognare i tifosi dei Trail Blazers, Brandon Roy si è dovuto ritirare alla fine del 2011, Greg Oden continua a combattere con gli infortuni alle ginocchia e con i problemi di alcolismo, alla disperata ricerca di una via che gli permetta di tornare ad essere un giocatore, e LaMarcus Aldridge si è infortunato in primavera ed è stato costretto a rinunciare alla convocazione per la nazionale olimpica. Nate McMillan è stato esonerato, ed al suo posto c’è Kaleb Canales, ed in più manca un GM, con Chad Buchanan che ricopre l’incarico ad interim dall’inizio dell’ultima stagione.

La squadra ha condotto un’annata all’insegna della mediocrità, ed ha chiuso con 28 vittorie e 38 sconfitte, abbastanza lontano dai posti buoni per i playoffs. E’ il momento di ricostruire e Paul Allen, al quale si possono muovere molte critiche ma non certo la carenza di passione, si sta già rimettendo all’opera. Il primo punto in agenda sembra essere il nuovo GM: si rincorrono molte voci, e sembra che i finalisti siano tre, con l’attuale GM dei Clippers Neil Olshey in vantaggio su David Morway dei Pacers e sull’ex Hornets Jeff Bower.

Si dovrà decidere anche se tenere Canales o puntare su un nuovo Head Coach: circola il suggestivo nome di Jerry Sloan, che sembra ormai pronto a tornare sul pino e che viene accostato più o meno a tutte le squadre in cerca di una guida sicura, ma la rosa dei nomi qui è davvero ampia e dipenderà molto da chi verrà scelto come General Manager.

Il roster andrà profondamente rivisto, ed in quest’ottica ha lavorato bene Buchanan, che ha creato molto spazio salariale con gli scambi operati a marzo, in cui ha sacrificato però giocatori sempre utili come Gerald Wallace e Marcus Camby in cambio di poco.

Nel ruolo di play difficilmente verrà rifirmato Raymond Felton, visto come il fumo negli occhi dagli appassionati dell’Oregon, e si preannunciano tempi duri anche per Jonny Flynn e Jamal Crawford; quest’ultimo ha però dalla sua una player option con cui può scegliere di prolungare di un anno il contratto in scadenza. Saranno senz’altro riconfermati i due rookie Nolan Smith ed Elliot Williams, con quest’ultimo in particolare che aveva fatto intravedere buone cose prima di doversi operare alle ginocchia, ed ovviamente resterà Wesley Matthews, una delle poche note liete della stagione.

Nicolas Batum è in scadenza, ed uno sforzo importante in termini economici verrà fatto proprio per rifirmare il francese a cifre più interessanti, per lui, di quelle attuali, mentre è sicuramente confermato il suo cambio Luke Babbitt, uno dei giocatori più amati dai tifosi.

Nel reparto lunghi ovviamente Aldridge è confermatissimo, mentre il resto della batteria è da ricostruire: l’unico sotto contratto per la prossima stagione è il veteranissimo Kurt Thomas, per il resto sembra destinato a diventare free agent la ormai scommessa persa Hasheem Thabeet mentre sono aperti gli altri casi. Joel Przybilla dovrebbe essere rifirmato: il veterano è molto amato a Portland, dove ha spesso i migliori anni della sua carriera, e può sempre essere utli con i suoi centimetri e la sua ruvidità in difesa.

Un altro che si vorrebbe far restare è JJ Hickson: preso dal marciapiede a marzo dopo essere stato tagliato dai Kings, si è ben distinto con 15 punti e 8 rimbalzi ma è ora al centro di un caso di interpretazione del CBA, il contratto collettivo dei giocatori. Il punto su cui si dibatte è legato al cosiddetto Bird Right: in pratica la clausola del contratto che permette di rifirmare giocatori che fanno parte della squadra senza tenere conto delle restrizioni del salary cap, ed è così chiamata perchè proprio Bird fu il primo ad essere rifirmato con questa modalità. Per poter essere firmato con il Bird Right occorre essere in squadra da tre stagioni, e valgono anche i passaggi ad altre squadre attraverso scambi, mentre è controverso se un giocatore tagliato e poi firmato da un’altra squadra possa vantare ancora questi diritti. La questione sarà oggetto di un arbitraggio a metà giugno, dopo che l’associazione dei giocatori e la Lega non sono riusciti ad arrivare ad una soluzione condivisa. Ovviamente fa molta differenza la situazione, perchè se Portland può rifirmare Hickson con la Bird Rights si potrà permettere di rilanciare a cifre che nessuna altra pretendente può offrire.

I Blazers hanno poi due ottime scelte nel draft: la sesta e la undicesima. Nelle prove predraft i Blazers stanno dimostrando interesse per due centri che potrebbero essere ancora disponibili per l’undicesima scelta, Tyler Zeller di North Carolina e Meyers Leonard di Illinois, mentre per la sesta dipenderà molto da cosa ci sarà disponibile: Bradley Beal potrebbe essere l’uomo giusto per il reparto guardie ma difficilmente sarà ancora disponibile, ed allora si potrebbe andare sulla small forward di North Carolina Harrison Barnes o sul play di Weber State Damian Lillard, anche se ci sono voci che parlano di Jared Sulinger, atletica ala grande da Ohio State, la stessa università da cui venne preso Greg Oden.

 

Una risposta a I Blazers e la mediocrità: è l’anno della rinascita?

  • Prince Mascio scrive:

    Se rifirmano Batum le priorità sono assolutamente un centro e una guardia… Guardacaso coloro che dovranno rendere il psto dei 2 sopracitati Roy e Oden… 5 anni buttati al vento x i Blazers….

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