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FOTO: Aspettando le Finals, un po’ di…cheerleaders

Aspettando impazientemente l’inizio delle Finals tra Miami e Oklahoma City, vogliamo porre la vostra attenzione sui tanti aspetti che ruotano attorno al mondo della NBA che esulano dal mondo del basket giocato, dal sudore dentro e fuori dal campo, dagli schemi tattici che vi raccontiamo. Uno dei fenomeni che ruotano attorno la NBA è quello del cheerleading: uno più complessi da capire (per chi non è degli States) e allo stesso tempo affascinanti da vedere (soprattutto per gli uomini). Cerchiamo di capire cosa sono le cheerleaders per sfatare al meno in parte il comune sentore di semplici donne-oggetto poste lì al solo scopo di allietare la serata al pubblico maschile.

Cheerleading è il termine che indica uno sport (esatto è uno sport, a differenza di quanto molti credono) che combina coreografie composte da elementi di ginnastica, danza e stunt (ecco spiegato in parte il connubio cheerleader-bellezza), per concorrere a gare specifiche o eventualmente per incoraggiare sul campo di gioco le squadre durante competizioni sportive e partite. L’atleta che pratica il cheerleading a livello agonistico è detto cheerleader; l’atleta che esegue coreografie prima, durante e dopo le partite di altre squadre è detto dance breakets. Con oltre 1 milione e mezzo di partecipanti (esclusi i milioni di atleti delle scuole e dei college), il cheerleading è, secondo la rivista Newsweek Arian Campo-Flores, uno degli sport più praticati negli Stati Uniti.

Dal 1997 dopo varie trasmissioni televisive sulle gare di cheerleading e l’uscita di numerosi film sull’argomento, il cheerleading è diventato popolare anche al di fuori degli Stati Uniti. Attualmente tale sport è praticato anche in Australia, Cina, Colombia, Ecuador, Francia, Germania, Giappone, i Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Svezia, Regno Unito e Italia, per un totale di 100.000 partecipanti sparsi in tutto il mondo.

Nel 1994 si è costituita l’European Cheerleader Association, che dal 1995 organizza i Campionati Europei. Nel 2003 la Cheerdance Millenium di Trieste è stata la prima squadra italiana a parteciparvi. La stessa squadra nel 2009 è stata anche la prima italiana presente ai Campionati Mondiali, organizzati a partire dal 2004.

In Italia nel 2009 si è costituita la Federazione Italiana Cheerleading Acrobatico e Dance (FICad), che il 29 maggio 2011 ha organizzato il primo Campionato Italiano Cheerleading e Dance, al quale hanno preso parte 22 squadre e vinto dalle Modenacheerleaders per la categoria Dance, mentre il titolo Cheerleading e’ stato conquistato dalla Labronic Cheer Team Livorno. Fino al luglio del 2011 in Italia erano attive circa 150 squadre di cheerleading.

La Federazione Italiana Cheerleading Acrobatico e Dance (FIC) ha organizzato il 3 e 4 Marzo 2012 la seconda edizione del Campionato Italiano Cheerleading e Dance. Questa edizione è stata vinta per quanto riguarda la categoria Dance dalle Playhall Sisters di Riccione e per quanto riguarda la categoria Cheerleading dagli Wildcats di Gattinara.

La Storia

Le prime manifestazioni di cheerleading cominciarono ad apparire spontaneamente negli Stati Uniti, negli ultimi periodi del 1880, quando, durante alcune partite, il pubblico cantava insieme per incitare le proprie squadre. Il primo caso di cui si hanno notizie risale al 1894 alla Princeton University. Il 2 novembre 1898 viene segnalato come giorno della nascita del cheerleading organizzato, quando cioè lo studente Johnny Campbell diresse il tifo del pubblico. Poco dopo l’università del Minnesota organizzò una squadra di sei studenti maschi, che continuarono ad usare i cori di Campbell. Nel 1903 nacque la prima organizzazione di cheerleading “Gamma Sigma”. Il Cheerleading quindi nacque come attività prettamente maschile, ma dal 1923 nelle squadre di cheerleading cominciarono ad entrare anche le donne. Al giorno d’oggi si è calcolato che il 97% dei cheerleaders siano di sesso femminile.

Nel 1948 nacque la National Cheerleaders Association (NCA), mentre dagli anni sessanta la National Football League (NFL) cominciò ad organizzare squadre di cheerleading organizzate, supportatrici “ufficiali” dei vari team. I Baltimore Colts (attualmente Indianapolis Colts) furono la prima squadra dell’NFL ad avere una propria squadra di cheerleaders. Da metà degli anni settanta l’immagine delle cheerleaders (già in quegli anni diventate quasi esclusivamente donne) cambiò radicalmente, seguendo l’esempio lanciato dalla squadra di supporto dei Dallas Cowboys. Negli anni ottanta le uniformi delle cheerleaders divennero estremamente più succinte ed alle coreografie, sempre più elaborate, si aggiunsero passi di ginnastica e acrobazie da stuntman.

La ESPN trasmise per la prima volta in tutto il mondo le competizioni nazionali di cheerleading studentesco nel 1983. Le organizzazioni di cheerleading come la American Association of Cheerleading Coaches and Advisors (AACCA) cominciarono a pretendere norme e standard di sicurezza per le cheerleader, per diminuire il numero di infortuni e prevenire la preparazione di coreografie eccessivamente pericolose, come ad esempio le celebri piramidi umane. Nel 2003, è stato fondato il National Council for Spirit Safety and Education (NCSSE) per offrire agli atleti standard di allenamenti sicuri a cui gli allenatori si devono attenere.
Attualmente, il cheerleading è associato principalmente al football americano ed al basket, mentre sport come il calcio, l’hockey su ghiaccio, il baseball o il wrestling soltanto occasionalmente sponsorizzano squadre di cheerleading. L’ ICC Twenty20 Cricket World Cup in Sud Africa del 2007 è stato il primo evento internazionale ad avere squadre di cheerleader.

Il Cheerleading nei media

L’aumentare della popolarità del cheerleading negli ultimi anni ha reso l’argomento uno dei più rappresentati nei film destinati ad un pubblico giovanile. La storia del film del 2000 Ragazze nel pallone con protagonista Kirsten Dunst (che in passato era stata davvero una cheerleader), ruotava proprio intorno alla competizione fra alcune squadre di cheerleader di diverse scuole.Il Cheerleading nei media

Il film ebbe un successo inaspettato, incassando circa 70 milioni di dollari e generando due sequel, il secondo dei quali, intitolato Ragazze nel pallone: tutto o niente, aveva come protagonista Hayden Panettiere. Proprio la Panettiere però diverrà celebre solo in seguito, interpretando nuovamente il ruolo della cheerleader nel telefilm Heroes. Hanno girato anche un telefilm con pochi telespettatori,Hellcats con protagonista Ashley Tisdale.

Dal 2006 il canale Lifetime trasmette il reality show Cheerleader Nation, trasmesso dalla Paul Laurence Dunbar High School a Lexington (Kentucky). Il reality show segue le vicende della squadra di cheerleader dell’istituto, alla conquista del terzo titolo nazionale.

La Nintendo ha pubblicato due videogiochi in Giappone per la console Nintendo DS, dal titolo Osu! Tatakae! Ouendan, ed il sequel Moero! Nekketsu Rhythm Damashii. Il gioco è incentrato sul cheerleading acrobatico maschile. Oltre alle coreografie, nel gioco è importante tenere alto il morale della squadra che si supporta, incitando in maniera sempre più forte.

La cheerleader più sexy di ogni squadra NBA

Interrogato sulla questione sessista della presenza di sole donne tra le cheerleader dalla NBA, Stern è stato molto schietto e sincero nella risposta:

“A parte che non è competenza della lega decidere chi debba andare in campo prima o durante le gare ma non è difficile ipotizzare per il futuro, qualora la presenza del pubblico femminile alle partite di basket aumentasse ulteriormente, l’introduzione anche di cheerleader uomini.” – David Stern

Per concludere questo nostro viaggio nel mondo del cheerleading, ci è sembrata una buona idea proporvi le fotografie delle cheerleader più sexy di ogni squadra della NBA secondo il sito The Hoop Doctors.

Fonte: Wikipedia, The Hoop Doctors

5 risposte a FOTO: Aspettando le Finals, un po’ di…cheerleaders

  • Bond scrive:

    Di niente, volevo solo far presente… Go Thunder’s girls!!

  • Mirko Novelli scrive:

    Immagini aggiunte. Grazie ancora per la segnalazione!

  • Mirko Novelli scrive:

    Grazie per la segnalazione Bond. In realtà c’è stato un problema con il caricamento delle immagini nella galleria che infatti termina con i 76ers (mancano quindi Spurs, SUns, Thunder, Wolves, Warriors e Wizards)…provvediamo immediatamente a colmare la lacuna.

    Per quanto riguarda gli articoli sulle finali, per esigenze editoriali, abbiamo dovuto optare per far uscire gli articoli in giorni diversi, ieri Miami, oggi Thunder (con un ordine del tutto casuale)

    Continua a leggerci

  • Bond scrive:

    Ma siete pro-miami che qua non vedo la cheerleader di Okc e l’articolo dopo guarda alle finals solo dal punto di vista degli Heat?

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    È senz’altro un “fenomeno” molto meno frivolo di quel che è la percezione comune…divertente anche l’idea di inserire le immagini delle cheerleader più sexy di ogni squadra..ma soprattutto geniale l’idea di spezzare la solita routine fatta di basket,partite,commenti,lebron,kobe,ecc ecc, con un articolo molto light e cingiunturale al basket…
    Bravi!

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