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Drazen Petrovic (Sebenico, 22 ottobre 1964 – Denkendorf, 7 giugno 1993)

Quando la mia mente va al ricordo di una persona cara che non c’è più vola verso un’immagine ben precisa, a cui sono legato, che mi trasmette un’emozione tale da sentire molto vicino quella persona. Di mio padre ricordo il calore della mano che mi stringeva e ancora tremo al ricordo. Ci succede anche con persone non di famiglia ma legate a noi per le più fortuite coincidenze della vita, ci succede anche, a volte, con persone mai conosciute. Una di quelle che mi fa questo effetto è Drazen Petrovic, morto il 7 giugno del 1993 (19 anni fa).

Di lui ricordo una immagine (che vi ho messo in foto) che mi trasmette tutta la passione per il basket e l’immagine di una persona pura che ha sempre dato il massimo davanti a tutti gli avversari. Per quanto è grande il 7 giugno rimane il lutto nazionale in Croazia, ancora oggi.

Nel 1979 qualcuno parlò di lui, Zoran-Moka Slavnic, allora giocatore-allenatore del Sibenka, dopo una partita a Belgrado disse ad un gruppo di giornalisti: “C’ho a Sebenico un ragazzotto che è un talento nato che in più ha voglia di lavorare, è ambizioso fino all’inverosimile. Si chiama Drazen Petrovic. Ricordatevi questo nome…“.
Ecco, questa previsione poi si rivelò veritiera fino a portarlo nella Nba e alla finale delle olimpiadi a Barcellona ’92 contro il Dream Team. Poi purtroppo sappiamo come andò a finire, durante un’amichevole della sua nazionale mise dentro i suoi ultimi 30 punti. Il giorno successivo il destino gli fece prendere quella tragica decisione. Invece di tornare a Zagabria con i compagni, volle trascorrere i due giorni liberi in Germania e da Francoforte, nell’automobile guidata da un’amica, andò incontro alla morte… 

 Da malato, quale sono, di basket io vi propongo un’episodio poco conosciuto che rende omaggio a Drazen.

E’ stata una delle sue partite più belle quella tra Sibenka – Bosna, finalissima di campionato della stagione 82/83. Questo terzo ed ultimo incontro si giocò sul campo del Sibenka, piazzatasi al primo posto dopo la stagione regolare. Il piccolo palazzetto di Baldekino (dal nome di un quartiere della città) quel giorno si trasformò in un inferno del tifo dei 2.000 fortunati che vi poterono entrare. Gli ospiti del Bosna Sarajevo, alla cui guida c’era Svetislav Pesic, ex coach della Lottomatica Roma e attualmente allenatore della Stella Rossa di Belgrado, iniziò alla grande raggiungendo anche 19 punti di vantaggio. Sembrava uno scarto irraggiungibile, ma Drazen Petrovic non era d’accordo.

 Del resto,sconfitta era una parola bandita dal suo vocabolario. Lui non si arrendeva finchè c’era anche un lume di speranza di trasformare la sconfitta in trionfo. Difatti questa partita fu l’esempio classico del suo carattere combattivo che, combinato al suo talento unico, lo fece diventare un giocatore completo. Giocando praticamente da solo, Drazen infilava canestri su canestri riducendo il vantaggio del Bosna e portando la sua squadra a giocarsi il tutto in un drammatico finale. Bosna era in vantaggio di un punto (81-82) però l’ultimo pallone era in mano del Sibenka. Dopo una rimessa a 2 secondi dalla fine, il pallone arriva al giovane Drazen che si alza al tiro….e sbaglia. Fine?


 
No… L’arbitro Matijevic fischia un fallo del giovane Sabit Hadzic ai danni di Drazen mandandolo in lunetta per due tiri liberi. Dopo una mischia furibonda creatasi in campo e dopo un lunghissimo time out, Drazen Petrovic, da grande campione, segna entrambi i tiri raggiungendo 40 punti personali ed il vantaggio definitivo per la sua squadra (83-82). Ai campioni fu consegnato il trofeo e tutta la città e tutta Sebenico festeggiò l’intera notte. A Belgrado, il giorno dopo, seguì un’’urgentissima riunione dell’organo esecutivo della federazione cestistica durante la quale “a causa dell’evidente errore dell’arbitro Matijevic”, venne annullata la partita Sibenka-Bosna e si decise di ripeterla una settimana dopo sul campo neutro di Novi Sad.

Erano le 13 e la famiglia Petrovic non si era ancora svegliata dopo la lunga festa, ma qualcuno gli diede la cattiva notizia, prima alla madre Biserka, il suo più grande fan, e poi allo stesso Drazen. Era scioccato ma disse immediatamente: “Io a Novi Sad non ci vado e credo anche il resto della squadra. Noi siamo i campioni e nessuno ci toglierà il titolo”.

Detto fatto. Il Sibenka non si presentò e ci fu solo una plateale rimessa a due perchè in campo c’erano solo i giocatori del Bosna. Successivamente il presidente della federazione cestistica Vasil Tupurkovski consegnò al Bosna lo stesso trofeo e le stesse medaglie che sette giorni prima diede ai giocatori del Sibenka.

Anche adesso, dopo più di vent’anni, penso, rivedendolo, che il fallo su Petrovic non c’era ma ciò è assolutamente irrilevante ai fini dell’esito finale. L’annullamento d’ufficio di una partita fu un precedente pericoloso con consequenze politiche in un paese fragile come la Jugoslavia di allora dove, dopo 4 anni dalla morte di Tito, stava nascendo il virus del nazionalismo che portò successivamente alla divisione tragica della Jugoslavia. Tante altre cose mi verrebbe da dire sulla vita di questo artista del basket mondiale, ma questo ricordo di Drazen da giovane mi emoziona ancora.

6 risposte a Drazen Petrovic (Sebenico, 22 ottobre 1964 – Denkendorf, 7 giugno 1993)

  • make money scrive:

    Everyone loves what you guys are up too. This kind of clever work and reporting!
    Keep up the terrific works guys I’ve added you guys to blogroll.

  • Franz scrive:

    Il tiro più pulito di sempre.Più di Miller,più di Allen.RIP Drazen.

  • double G scrive:

    complimenti per l’articolo…da brividi!!!

  • Valerio scrive:

    il primo grande campione europeo in NBA e probabilmente senza la prematura scomparsa più forte europeo di sempre a calcare i campi nba…mito asoluto…

  • marco baraldi scrive:

    Anch’io mi associo. Chapeau all’autore dell’articolo. Ho considerato Petrovic come il primo grande Campione Europeo che abbia avuto un grande successo nell’NBA. Dopo aver vinto tutto in Europa decise di andare a dimostrare a sè stesso ed al mondo che poteva fare la differenza anche in America.
    E dopo tanta panchina, scetticismo e incomprensioni lo dimostrò. Che giocatore………. e che ricordi!!!!

  • Prince Mascio scrive:

    Che “chicca” che hai tirato fuori….

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