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Il dilemma di John Paxson

Alla fine della regular season John Paxson era uno dei dirigenti più invidiati della NBA: aveva una superstella che piaceva a tutti, un ottimo allenatore, una squadra equilibrata e tante possibilità di arrivare quantomeno alle Finals. Ed invece ora si ritrova Derrick Rose con un tendine rotto e che resterà fuori almeno 8 mesi (e la concreta possibilità di saltare l’intera prossima stagione) ed una squadra che senza di lui è uscita al primo turno dei playoffs. Adesso deve decidere cosa fare per la prossima stagione e non sarà affatto facile muoversi.

Il primo problema è come detto quello degli infortuni: oltre a Rose c’è anche la grana Luol Deng, con l’anglosudanese che ha già annunciato che andrà sotto i ferri subito dopo le Olimpiadi per risolvere un problema al polso che si trascina da tempo. I tempi di recupero dicono che il giocatore non sarà a disposizione prima di dicembre, quindi almeno un mese di regular season persa, ed i tentativi del management dei Bulls per convincerlo a rinunciare a Londra 2012 sono stati vani.

La seconda grana è invece economica: la prossima stagione Rose, Deng, Boozer e Noah succhieranno in totale 54 milioni di dollari e, con il salary cap fissato a 58 milioni e la luxury tax a 70 milioni, significa poco spazio per muoversi, contando che la Mid Level Exception è già impegnata con Hamilton. Sotto contratto ci sono anche Taj Gibson ed il rookie Jimmy Butler oltre a Kyle Korver che ha un contratto da 5 milioni di cui però sono garantiti solo 500.000 dollari,  cioè può essere tagliato e verrà versata solo questa cifra al giocatore.

Ronnie Brewer difficilmente verrà rifirmato dopo che durante la serie con Philadelphia è scivolato ai margini della rotazione, mentre si vorrebbero tenere CJ Watson e John Lucas III, ma per entrambi il mercato potrebbe riservare offerte più vantaggiose di quelle che può offrire Chicago. Dovrebbe restare anche Omer Asik, nonostante una stagione in cui non ha mostrato i miglioramenti attesi: Chicago ha la possibilità di presentargli un’offerta qualificata da circa 2.300.000 dollari e dovrebbe alla fine arrivare. Scalabrine potrebbe restare un altro anno al minimo salariale, ma non è certo un titolare, e lo stesso si può dire per Mike James. Il draft offrirà poco, visto che i Bulls hanno la scelta numero 29, e ci sarebbe poi Nikola Mirotic, scelto lo scorso anno, che però probabilmente resterà ancora al Real Madrid.

E allora? Paxson ha alcune opzioni, ma tutte potrebbero rivelarsi estremamente dolorose. Si potrebbe pensare di tagliare Boozer usando l’amnesty clause, la possibilità di tagliare i giocatori con contratti pesanti garantiti pagando solo una parte del contratto, ed usare i soldi risparmiati per lavorare sul mercato, ma, anche se in calo, un giocatore come Boozer non è semplice da sostituire.

Un’altra opzione potrebbe essere la via usata da quel vecchio volpone di Gregg Popovich nel 96-97 quando David Robinson si fece male dopo 6 partite: scelse di non far rientrare l’Ammiraglio per tutta la stagione, riempì la squadra di seconde scelte e vinse solo 20 partite, ma poi pescò la prima scelta l’anno dopo, ed arrivò Tim Duncan! Qui il rischio è che, con tante squadre inguardabili nella NBA attuale, potrebbe essere comunque arduo riuscire ad ottenere la prima scelta e non sembra esserci un Tim Duncan all’orizzonte che possa far venire voglia di scegliere questa strada.

Una terza alternativa è quella di tenere botta, cercare di approfittare della concorrenza non incredibile che c’è ad Est per riuscire a cogliere un posticino nei playoffs costruendo la squadra attorno a Boozer, Noah e Deng (quando rientrerà) e sperare che Rose riesca a tornare in tempo per gli ultimi spiccioli di regular season e per la postseason. Anche questa scelta è rischiosa, con il poco spazio salariale a disposizione e con l’incognita sulle condizioni della loro stella.

Per Paxson sarà una lunga estate, e qualunque strada deciderà di intraprendere rischierà di finire nel tritacarne degli opinionisti e dei tifosi: per i Bulls l’augurio è che al buon John non tremi la mano, come quando infilò la tripla che assegnò ai Bulls la vittoria del titolo del 1993.

 

2 risposte a Il dilemma di John Paxson

  • dban scrive:

    coooosa??? tenere cj watson? mamma la vedo dura il prox anno! speriamo che l’estate porti consiglio

  • Sghembo scrive:

    Veramente interessanti questi articoli di analisi sul futuro delle varie franchige che pubblicate! Ho scoperto questo sito solo da 2/3 mesi ed è entrato di diritto nei miei favoriti, continuate così!

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