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Troppi Thunder per questi Lakers

A Ovest i giochi sono fatti, non bastano 42 punti di Kobe Bryant per evitare l’eliminazione ai Lakers, niente speranze di remuntada (usando un’espressione calcistica di moda in questi anni), Oklahoma City vince gara 5 per 106-90 cancellando quanto di buono i gialloviola avevano fatto vedere in gara 2, gara 3 e gara 4 che si sono risolte negli ultimi istanti di gara. Gara 5 è per molti versi simile, troppo simile a quanto visto in gara 1 e anche per questo è giusto che a casa vada la squadra, tra le due, che si è dimostrata meno decisa e meno costante nel rendimento.

Dunque niente sorprese a Ovest, i Thunder chiudono sul 4-1 la serie, qualificandosi per la finale di Western Conference contro i San Antonio Spurs riproponendo lo scontro al vertice che ha caratterizzato tutta la regular season occidentale. Le due squadre si affronteranno a partire da domenica notte con gli Spurs che avranno il vantaggio del fattore campo.

Nella gara della notte, i Thunder piazzano il parziale decisivo tra la fine del terzo quarto e l’inizio del periodo finale: un paio di palle perse di Sessions, due magie di Westbrook e Durant (sempre loro) ed i Thunder scappano in doppia cifra e, a differenza dei Lakers, non si fanno più riprendere.

Per Oklahoma City, il duo Westbrook-Durant combina per 53 punti, 13 rimbalzi e 8 assist con Harden che chiude che contribuisce con altri 17 punti e 8 rimbazli.

Per i Lakers ci sono i 42 punti di Bryant (18/33 al tiro), i 14 di Gasol (5/14 al tiro e 16 rimbalzi), gli 11 di World Peace e i 10 di Bynum (4/10 dal campo e solo 4 rimbalzi catturati).

Nuovamente imbarazzante il confronto tra le due panchine con quella dei Thunder che (ab)batte quella dei Lakers 35-5.

Enormi i progressi evidenziati dalla squadra di Brooks rispetto al recente passato dimostrando di essere pronti al salto di qualità finale.

Determinante, contro i Lakers, la rosa più giovane e lunga, rispetto alla formazione californiana, che ha ormai acquisito una solidità mentale degna delle squadre più esperte: a dimostrarlo ci sono gara 2 e gara 4, le due partite che hanno deciso veramente questo confronto, finite entrambe nel forziere dei Thunder che le hanno vinte entrambe in rimonta ed in volata nei minuti finali. Il titolo NBA sembra davvero a portata (Spurs permettendo).

Per i Lakers si chiude una stagione con poche luci e molte ombre e si apre un’estate inevitabilmente calda, se non proprio bollente. Finita la stagione post-Phil Jackson, Mike Brown rischia di essere il primo a pagare: nonostante il materiale tecnico e umano a sua disposizione non sia stato proprio di primissimo ordine, il tecnico ex Cavs non ha affatto brillato per acume tattico e gestione delle rotazioni facendo spesso arrivare con il fiato corto i giocatori più importanti nei momenti cruciali delle gare (spesso perse dai suoi Lakers), senza riuscire a far sentire parte integrante del progetto Lakers i giocatori meno utilizzati che lo hanno ripagato con rendimenti addirittura peggiori di quelli già bassi che ci si aspettava. Da risolvere ci sarà anche il caso Pau Gasol che da uomo più sponsorizzato da Bryant è finito pubblicamente sotto il fuoco amico di Kobe che lo ha pesantemente attaccato nei giorni scorsi (come fece con Fisher lo scorso anno): già praticamente ceduto nello scorso mercato, prima del no di Stern all’affare Chris Paul, per Pau si prospetta una trade.

7 risposte a Troppi Thunder per questi Lakers

  • angelo scrive:

    ehhh quando il barba lascerà quel di Oklahoma, sarà veramente un brutto momento…

  • Bostoniano di nascita scrive:

    Eh già il barba( o meglio il culone mancino con la barba…come tranquillo e buffa l’hanno definito)è davvero forte…spacca le partite…certo che è proprio una squadra ben assemblata ed è straordinario come la maggior parte dei componenti sia stata draftata….

  • mvp scrive:

    inconsistenza dei lunghi primo fattore, d’ accordissimo. Secondo punto: mismatch troppo sfavorevoli, quando schierano harden durant westbrook insieme diventa indifendibile. Il vero segreto di okc è il barba, veramente fortissimo

  • Bostoniano di nascita scrive:

    Il grosso problema di LA. secondo me è stata l’incostanza dei lunghi…offensivamente potevano e dovevano fare la differenza e almeno allungare la serie…Pau è un giocatore bollito da due anni e credo che la trade dell’estate(autunno poi) scorsa abbia influito negativamente sul suo stato d’animo e quindi sul suo gioco…Bynum invece è il solito spocchioso, a tal punto che dalla consapevolezza dei suoi mezzi atletico-tecnici passa alla presunzione e quindi subisce la fisicità e la determinazione deglia altri lunghi…
    Poi è chiaro che dopo i primi 4(session vi prego…)i gialloviola non sapessero come tenere alto il livello del gioco ma se la frontline avesse dato il contributo sperato,e aspettato la serie sarebbe stata più lunga…
    Il tutto va detto con la consapevolezza che:
    Se il tiro di BLAKE fosse entrato probabilmente staremmo parlando di questi okc immaturi per certe partite…
    Ma come direbbe Bagatta( dio quanto non lo sopporto….)viva la SPICCHIA…

  • Anonimo scrive:

    La differenza la fa pure harden .. Un fenomeno il barba..

  • Vorrei sotttolineare i playoff di KD, ormai il miglior giocatore al mondo a soli 23 anni, che come l ‘ MJ del secondo periodo ha capito che per vincere il titolo non devi necessariamente alzare i tuoi numeri ma piuttosto far brillare i tuoi compagni di squadra nel miglior modo possibile, mantenendoli caldi, reattivi, concentrati, un vero direttore d’ orchestra con il polso della partita sempre in mano, ed ora sotto con gli Spurs.

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Inevitabile vincessero i Thunder, troppo povera la proposta dei Lakers dal punto di vista del gioco e dello spessore tecnico. Mi aspetto grandi manovre in estate da Buss. Gasol e Bynum non hanno convinto e chissà che Bryant non si stia mordendo i gomiti oer quella famosa telefonata con howard!

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