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Tornano i fantasmi di LeBron, Indiana sbanca Miami!

Prima di stanotte solo quattro giocatori nella storia dei playoffs NBA erano riusciti a giocare una partita di playoff in cui hanno collezionato almeno 28 punti, 9 rimbalzi, 6 palle rubate e 5 assist: Michael Jordan due volte, contro New York nel ’89 e contro Philadelphia nel ’90, Patrick Ewing contro Boston nel ’90 e Gary Payton contro i Jazz nel 2000. Tutti avevano sempre vinto la loro partita. LeBron James ha avuto queste statistiche ed anche i tiri liberi della possibile vittoria nell’ultimo minuto, ma li ha sbagliati entrambi, ed ora dovrà fare i conti con i fantasmi delle ultime due stagioni, in cui troppo spesso si è perso nell’attimo decisivo.

Spoelstra schiera in quintetto Ronny Turiaf al posto di Bosh, fuori per uno strappo addominale per tutta la serie e probabilmente per tutta la stagione, mentre Vogel parte con i suoi soliti cinque. Indiana parte con lo scontato obiettivo di coinvolgere il più possibile Hibbert, ma ci riesce con continuità solo nelle primissime azioni di gioco e, con Granger e George ancora con le polveri bagnate, bastano un paio di fiammate di James per chiudere il quarto sul 21 a 17.

Nel secondo quarto Spoelstra prova qualche ad allungare le rotazioni, schierando Norris Cole e James Jones, finora solo comparse in questa postseason. Il primo ha un buon impatto sia in attacco che in difesa, mentre il secondo si unirà agli spari a salve da tre di tutta la squadra. Prova soprattutto a giocare con un quintetto piccolo, per cercare di battere la potenza avversaria con la velocità. Gli esiti sembrano buoni e quando Wade va a schiacciare con una facilità imbarazzante il +9 sembra che la partita possa essere già ad una svolta. Ma Vogel serra le fila, i suoi riescono a far girare meglio la palla in attacco e la sirena suona sul 38 a 33 per Miami.

Nella terza frazione Spoelstra sceglie di tornare a schierare due lunghi, ma la mossa non paga: dopo qualche minuto di equilibrio un parziale di 20 a 6 dei Pacers, aperto da due piazzati di West, proseguito con i canestri in transizione di George e Granger, e concluso con un paio di incursioni di Barbosa, chiude il quarto sul 61 a 52 per Indiana. Negli Heat James è l’unico che vede il canestro, con Wade che forza troppo e gli altri che non riescono a segnare mai.

L’ultimo periodo racchiude tutti i problemi e tutte le qualità degli Heat: una difesa di ferro costringe Indiana a 6 palle perse ed a percentuali bassissime al tiro, con il solo David West che trova punti con continuità, ma dall’altra parte si gioca solo in due. Spoelstra decide di tenere in campo per tutti i 12 minuti lo stesso quintetto (Chalmers, Wade, James, Battier e Anthony) tranne lasciare in campo negli spiccioli finali della partita Jones per utilizzare il suo tiro da tre: ebbene, Battier non tirerà mai, Anthony avrà 0 su 2 e Chalmers 1 su 4. Il resto è un’unica sequenza di isolamenti per James o Wade, o di giochi a due fra loro. Dall’altra parte Indiana difende alla morte e cerca di raccogliere tutto quello che arriva: Vogel usa la panchina ed i minuti in campo di Barbosa e Collison sono preziosi, perchè tengono altissima la pressione sul pallone in difesa e permettono ai titolari di riposare e di giocare il concitato finale più lucidi. Le squadre giocano con il coltello fra i denti e non mancano le scintille, come quando Wade commette un fallo su Collison lanciato in contropiede o quando Granger colpisce James ricadendo dopo un movimento a canestro di LeBron.

A 2 minuti e 41 secondi dalla fine un gancetto ‘alla Printezis’ di Wade porta Miami sul -1, 75 a 76. Da quel momento è una sequela di errori: sbagliano Barbosa e Hill da tre da una parte, Wade dall’altra, poi George stoppa James e ma poi a sua volta sbaglia i due tiri liberi che si conquista. Il punteggio non si schioda, ma a 54 secondi dalla fine può esserci la svolta: rimbalzo offensivo di James e Granger commette il suo sesto fallo per fermarlo. Ma LeBron li sbaglia entrambi, e non basta a consolarlo l’uno su due dalla lunetta che fa subito dopo Hibbert. Wade si incarica dell’azione successiva ma si sbilancia troppo dopo aver battuto George, forse nel tentativo di prendere un fallo, ed il suo layup è cortissimo. Ma non è finita: George Hill va in lunetta e fa 1 su 2 per il 75 a 78. C’è ancora spazio per pareggiare ma l’ultimo tiro finisce per essere preso da un pessimo Chalmers che sbaglia anche questa conclusione e condanna i suoi.

Detto dei numeri di James, Wade segna 24 punti, ma in due combinano solo per 18 su 44 al tiro, e soprattutto nessuno degli altri supera i 5 punti: tutti insieme gli altri sommano un pessimo 9 su 34 (e dieci tiri li ha presi Chalmers!) a testimonianza dell’assoluto squilibrio nella gestione del pallone.

Indiana invece è molto più equilibrata, e riesce così ad ovviare ad un’altra serata difficile in attacco di Granger (11 punti ma con 14 tiri..) con i 16 punti e 10 rimbalzi di West, i 15 di George Hill, i 10 con 11 rimbalzi di George.

Gara tre è dietro l’angolo, giovedì si va in scena alla Fieldhouse di Indianapolis: Spoelstra deve dimostrare di essere un allenatore di livello, se lo è, e James deve levarsi di dosso i liberi sbagliati, o i Pacers faranno un sol boccone degli avversari.

4 risposte a Tornano i fantasmi di LeBron, Indiana sbanca Miami!

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