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Stoudemire fa harakiri, gli Heat hanno la serie in mano

Il momento decisivo di gara 2, e forse della serie, fra Miami e New York non è stato registrato durante i 48 minuti di gioco, ma subito dopo: Amare Stoudemire, al rientro negli spogliatoi ha sfogato tutta la sua frustrazione prendendo a pugni lo schermo di protezione di un idrante, ed il risultato è stato un veloce ricovero in ospedale con una mano tagliata. Sembra escluso possa giocare gara 3 a New York, non si sa se riuscirà a rientrare per la serie. Un’altra tegola per New York, dopo che già la partita aveva mostrato come questi Knicks sono inferiori a Miami.

La partita è stata completamente diversa dalla precedente, con la squadra di coach Woodson che resta aggrappata con le unghie e con i denti alla gara, ma senza riuscire mai a dare l’impressione di poter fare l’impresa, ed ora i Knicks con 12 sconfitte in fila nei playoffs hanno eguagliato il record stabilito dai Grizzlies a metà dello scorso decennio, ed il rischio concreto è che la statistica venga ancora ritoccata.

Miami si schiera con lo stesso quintetto di gara 1, mentre New York sceglie Landry Fields per lo spot di guardia al posto di Iman Shumpert. Pronti via e si capisce subito che Carmelo Anthony vuole riscattarsi dalla pessima performance offerta nell’incontro precedente: è sua la sospensione per il primo canestro della partita e sono suoi 11 dei 18 tiri che gli ospiti si prendono nel primo quarto. Per lui arrivano 15 punti, ma in questa maniera tiene fuori dal gioco gli altri, Stoudemire in particolare tira una sola volta pur rimanendo sul parquet tutto il quarto. Dall’altra parte è Dwayne Wade che fa gli onori di casa con 11 punti, ed il periodo si chiude sul 27 a 24 per gli Heat.

Il secondo quarto è come al solito territorio di caccia di JR Smith, che realizza 6 punti e smazza 3 assist, tenendo i suoi attaccati agli avversari, ma Miami resta sempre con la testa avanti, e grazie a Bosh e Wade chiude sopra 53 a 47.

La terza frazione vede i Knicks cambiare gioco e provare ad affidarsi di più alla potenza sottocanestro di Chandler e Stoudemire, ed i risultati sono apprezzabili, ma ogni volta che la partita sembra riaprirsi Miami da un copo di reni e riallunga. La novità positiva per gli Heat è il coinvolgimento del supporting cast, con Mike Miller e Shane Battier che danno un ottimo contributo in difesa e si fanno trovare pronti in attacco con le triple sugli scarichi di Wade e James. Si va all’ultimo riposo sul 78 a 69, ma la sensazione è che New York abbia fatto il massimo sforzo.

L’ultimo quarto è davvero frustrante per i Knicks, che attaccano bene e difendono alla morte, ma che alla fine si ritrovano sempre a subire la tripla che li rimanda indietro: Chalmers, Miller, Battier, e quando segna da tre anche Bosh i giochi si chiudono, fino al 104 a 94 finale.

Per Miami prestazione davvero incoraggiante, con la novità di un attacco più bilanciato e le seconde linee più coinvolte, il che può fare degli Heat un rompicapo irrisolvibile. Il top scorer è Wade con 25 punti, ma ce ne sono 21 di Bosh, 19 di James con 9 assist, 13 di Chalmers e 11 a testa per Miller e Battier.

New York ha fatto tutto il possibile, ma semplicemente non è abbastanza per battere questi Heat. Anthony ha messo 30 punti ma con 26 tiri, e da l’impressione di sentire troppo la sfida con gli altri ragazzi del draft 2003. Positivo dopo la pessima gara 1 Chandler, 13 punti e 7 rimbalzi, bene anche Davis, 12 punti e 6 assist nonostante i suoi problemi alla schiena, e Smith, 13 punti, e Stoudemire, 18 punti, ma solo fino all’ingresso negli spogliatoi..

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