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San Antonio meglio di tutti: gli unici imbattuti!

Non abbiamo più termini per descrivere la sicurezza e il potenziale che hanno gli speroni bianconeri. San Antonio Spurs vs Los Angeles Clippers 96-86 è l’ennesima partita di questi playoffs che ha due facce ben distinte. I primi 18 minuti dove i Clippers e Blake Griffin appaiono devastanti e si portano sul +22, poi Duncan e soci decidono di prendere in mano la storia di questa serie e, con una difesa a tratti perfetta, distruggono ogni velleità losangelina. Popovich, come sempre, si fa notare per il suo modo di allenare sempre attento che trasmette ai suoi un’intensità pazzesca.

I Clippers partono bene, anzi benissimo e con un Griffin devastante (8/9 nei primi minuti) possono tutto, mettono in difficoltà degli spenti Spurs che non riuscendo ad arginare il giovane Clippers si innervosiscono e diventano asfittici in attacco. Cp3 non incide e si sente, ma la squadra corre e con una difesa di DeAndrè Jordan finalmente attenta riesce a staccare San Antonio. Poi qualcosa cambia nella squadra di Del Negro che evidenzia le sue lacune di allenatore e le lacune di una squadra ancora in divenire. Non gli riesce più niente e soprattutto non si vede reazione per quasi 2 quarti da parte dei biancorossi.

Qui ci aspettavamo una reazione d’orgoglio di Chris Paul ma fisicamente è assente e non riesce a spingere su quelle gambe stanche e martoriate da uno stiramento vecchio di circa una settimana. Senza di lui i clippers non hanno possibilità, se poi ricordiamo anche l’assenza di Billups, capiamo bene che questa squadra è tronca. Peccato, ora sotto 0-3 è impossibile recuperare (così insegna la storia Nba) e probabilissimo è il finale 0-4.

Gli Spurs hanno dimostrato, se ce ne fosse stato mai bisogno, che possono rialzare, cambiare, recuperare e vincere ogni partita. Ginobili non bene, Tony Parker molto male per più di metà partita e Diaw assente dal gioco della squadra per 3 quarti almeno sono le cose negative di questa squadra che però ha recuperato da -22. Duncan sublime, dolce, con la sua espressione perennemente bastonata che non lascia trasparire emozioni (la sua laurea in psicologia si fa sentire) stoppa, difende, prende rimbalzi e sigla i punti che permettono la rimonta. Unico, veramente non ci sono parole per un cestista che come pochissimi riesce a mettere i canestri importanti, senza essere schiavo delle statistiche.

Una difesa capeggiata dall’ex pivot Leonard che ora gioca come ala piccola, il quale non si fa sfuggire proprio nessuno, collante superbo. Minutaggio come al solito perfetto da parte di Popovich che sa che questa superiorità dimostrata (l’unica tra tutte le pretendenti ancora imbattuta) in campo contro ogni avversario, può creare una situazione difficile da limitare e pericolosa per gli stessi Spurs che storicamente hanno sempre sofferto i momenti “troppo” magici.

Serie chiusa e San Antonio prima finalista, credo che nessuno possa obiettare dopo quello che abbiamo visto stanotte!

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