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San Antonio cala il poker

Manu Ginobili mentre esegue un tiro da 3

Mettetela come volete: semplicemente troppo più forti e maturi gli Spurs (arrivati alla vittoria consecutiva numero 14) o semplicemente troppo inesperti e acerbi i Jazz o entrambe le cose assieme, ma fatto sta che gli Spurs sono la seconda squadra a guadagnarsi le semifinali di conference.

Nella notte, nel momento di massimo bisogno Gregg Popovich hanno pescato il jolly dalla panchina, quel mai troppo osannato Manu Ginobili che prima, ad inizio quarto quarto, con 3 triple consecutive ha smorzato le velleità di rimonta dei Jazz che si erano portati al termine del terzo periodo di gioco sul -3 (61-58) e poi, dopo che i Jazz con grande cuore, con un minuto ancora da giocare, si erano portati sul -4, ha trasformato una palla rubata da Parker in 2 punti preziosissimi che ha fissato il punteggio sull’87-81 finale. Chiude dunque in crescendo di forma la serie, Ginobili che aveva uno 0/8 dal perimetro nelle prime 3 gare dimostrando che i prossimi avversari, Clippers o Grizzlies che siano, dovranno vedersela anche con lui.

San Antonio, dunque è la seconda squadra dopo Oklahoma City, ad accedere alle semifinali entrambe con un netto 4-0 con le dirette rivali. La serie degli Spurs recita vittoria di 15 punti in gara 1, vittoria di 31 punti in gara 2, vittoria di 12 punti in gara 3 basandosi su Tony Parker, candidato MVP di San Antonio, e sulla profonda panchina in cui Popovich ha dimostrato (a ragione, ndr) di riporre grande fiducia. I numeri sono incontrovertibili. Stanotte il quintetto base combina per un totale di 30 punti con Tony Parker (4/14 al tiro) e Tim Duncan (4/10 al tiro) che chiudono con 11 punti ciascuno e i vari Kawhi Leonard, Boris Diaw e Danny Green mettono a referto 8 punti in tre mentre la panchina porta alla causa quasi il doppio (57 punti) con Ginobili (17 punti), Gary Neal (11 punti) e Tiago Splitter (10 punti) che chiudono in doppia cifra, Stephen Jackson che chiude a 8, DeJuan Blair a 6 e Markus Bonner a 5, fermi al palo solo Mills e Anderson che hanno giocato solo 12″.

Impietoso il confronto tra le 2 panchine con la panchina dei Jazz distrutta 57-10.

Eppure, per quanto visto in questa serie, i Jazz avrebbero meritato qualcosina in più. Di fronte all’eliminazione Corbin ha schierato da subito i suoi Big 3 con Favors schierato ala grande, Al Jefferson centro e Paul Millsap spostato in ala piccola. I tre a fine gara avranno messo a referto 52 punti, 39 rimbalzi e 6 assist cui vanno sommati i 19 punti e 7 assist di Harris. I numeri dicono anche che, in gara 4, Utah ha mostrato di essere cresciuta enormemente andando a vincere per la prima volta nella serie anche la sfida sotto canestro (34-30), ma contro questi Spurs non è bastato, traditi i Jazz, dalla pessima prestazione delle prime 2 scelte della panchina Alec Burks e Josh Howard che combinano uno 0/10 dal campo in 2.

“Cosa devo dire della gara di Ginobili? Nulla. Manu è questo, non lo scopriamo certo ora. Siamo stati la squadra che ha utilizzato la panchina più di tutti in stagione e quindi è normale continuare a pescare da lì gli uomini giusti quando serve. Ho sentito gente, dopo gara 2, dire che San Antonio aveva già passato il turno: nulla di più falso. Questi Jazz, l’ho sempre detto, sono un’ottima squadra con grandi giocatori, un ottimo allenatore e enormi margini di miglioramento. Non mi sbagliato il dato aggregato dice di un loro continuo miglioramento.” – Gregg Popovich, head coach San Antonio Spurs

“Non ero affatto preoccupato delle mie percentuali nelle prime tre gare, ogni gara è una storia a sé, se vedi che non va cerchi di limitarti, ma stasera ho tirato quando me lo sentivo ed è andata bene. Veramente non mi importa quanto segno e se segno, io vedo la squadra giocare bene e vincere e questo è quello che conta.” – Manu Ginobili

“Abbiamo dimostrato di essere sempre in gara e non è poco. Ora sapete che ogni gara contro di noi è una lotta, non una passeggiata. Mi spiace solo per i ragazzi, avrebbero meritato almeno una vittoria.” – Ty Corbin, head coach Utah Jazz

“E’ stata un’esperienza fantastica arrivare alla post-season e giocarcela con gli Spurs.” – Derrick Favors

“Gli Spurs sono una squadra molto buona. Noi siamo una squadra giovane. Ogni esperienza nei playoff serve a farci migliorare. Abbiamo imparato alcune cose da una squadra come gli Spurs, il modo in cui giocano insieme, il modo in cui affrontare e portare a casa un quarto quarto equilibrato, come segnare i canestri importanti. Hanno vinto 4 titoli, un motivo c’è” – Devin Harris

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