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Popovich eletto miglior allenatore 2011/2012

Una stagione con 50 vittorie su 66 centrate con una squadra le cui stelle sono più vicine al tramonto che a inizio carriera non può passare inosservata. Gregg Popovich, coach di San Antonio, è l’allenatore dell’anno dell’Nba 2011-12, premio che aveva già vinto nel 2002-03, annata che chiuse guidando gli Spurs al secondo titolo della loro storia.

Per Popovich e San Antonio è stata un’annata da incorniciare, chiusa con le stesse vittorie di Chicago, che ha il miglior record dell’Nba solo grazie alla vittoria nell’unico incrocio stagionale. Ma gli Spurs hanno messo insieme la seconda miglior percentuale di successi dell’era Popovich (.758, solo nel 2005-06 era andata meglio con .768), e per il secondo anno consecutivo affrontano i playoff con la testa di serie numero 1 a Ovest (ma l’anno passato uscirono contro Memphis).

 
Nella postseason però San Antonio dovrà battere una “maledizione”: nessuno degli ultimi 8 coach dell’anno è riuscito a vincere un titolo (chiedere a Tom Thibodeau di Chicago com’è andata lo scorso anno). Anche se l’ultimo a centrare l’accoppiata coach dell’anno-anello Nba è stato proprio Pop nel 2003.

63 anni, al timone di San Antonio dal 1996 (con gli Spurs ha vinto 4 titoli e centrato 847 vittorie in 1246 gare di regular season, chiudendo con un record negativo solo nella stagione d’esordio), Popovich quest’anno ha compiuto il suo capolavoro gestendo al meglio il minutaggio di Tim Duncan e Manu Ginobili e favorendo l’ascesa di Tony Parker a leader della squadra. Timmy, che il 25 aprile ha compiuto 36 anni, ha giocato in media 28,2 minuti a gara, suo minimo di sempre, ma in una stagione frenetica come questa accorciata dal lockout era l’unica strada percorribile.

Duncan è comunque riuscito a chiudere con 15,4 punti e 9 rimbalzi di media. gestione simile per il 34enne Ginobili, che ha comunque perso quasi mezza stagione (per lui 34 presenze in 66 gare) per infortunio: l’argentino si è fermato a 23,3 minuti, il minimo dal suo anno da matricola, e ha chiuso con 12,9 punti (non segnava così poco dal 2004). Nel frattempo Parker ha preso in mano la squadra, diventandone il leader indiscusso e chiudendo con il massimo in carriera alla voce assist (7,7). In due occasioni, con una serie aperta di 11 vittorie, Pop ha tenuto fuori Parker, Duncan e Ginobili, dando fiducia alla panchina più prolifica dell’Nba e “salvando” i big per i playoff. Perché l’obiettivo di Popoich è mettersi al dito il quinto anello della carriera. E per farlo avrà bisogno di tuttta la classe delle sue stelle.

Nessun premio più meritato di questo.

3 risposte a Popovich eletto miglior allenatore 2011/2012

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