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Montagne russe Dallas

Ti aspetti dei Mavs schiumosi di rabbia, per aver perso a Oklahoma City 2 gare al fotofinish, ti aspetti dei Mavs con il coltello tra i denti pronti a difendere le mure amiche dell’American Airlines Center e invece ti ritrovi un Kevin Durant formato All-Star Game con i Thunder che piazzano il break e si ritrovano ad un solo passo dal passaggio del turno. Oklahoma si porta quindi sul 3-0 e anche se la serie non è ancora chiusa, i Thunder hanno cacciato i Mavs in una situazione da cui nessuno nella storia NBA è mai riuscito ad uscire e ora rischiano di essere i primi campioni in carica (da Miami nel 2006) a uscire al primo turno di palyoff.

Gara 3 è stata la gara meno equilibrata della serie con i Mavs che hanno subito sin dalle prime battute di gioco i Thunder e si sono ritrovati ad inseguire in meno di un amen. Durant ha sbagliato il suo primo tiro della serata ma il rimbalzo è corretto a canestro da Serge Ibaka prima di imbroccare una serie di 9 punti in meno di 3′ ad inizio partita che ha portato Oklahoma sul 14-7. Una partenza fulminante quella dei Thunder che, forse, consci di aver rischiato troppo nelle 2 prime gare decidono di mettere subito la testa avanti e una grossa ipoteca verso le semifinali di conference. KD chiuderà la sua serata con 31 punti e 11/15 dal campo un deciso cambio di rotta rispetto al 15/44 delle prime 2 gare della serie. Ma per i Mavs i guai non si limitano a Durant: Westbrook segna 20 punti (ma 8/19 da campo), Ibaka ne aggiunge altri 10 (e 11 rimbalzi), anche Harden arriva in doppia cifra (10) e se poi ci si mette anche Fisher (10 punti) allora la situazione si fa critica.

Nowitzki nonostante sia incappato in una pessima serata al tiro (6/15 da campo) chiude con 17 punti e 9 rimbalzi ed è il migliore dei suoi. Anceh Kidd (4/12 dal campo) non dà mostra del miglior Jason e chiude con 12 punti, solo 4 assist e 5 rimbalzi. Quello che deve far riflettere coach Carlisle è l’incapacità dei suoi giocatori ad arrivare in doppia cifra (completa il lotto dei 3 giocatori texani in doppia cifra Terry con 11 punti e 3/10 dal campo).

Il problema non ha origine dal coach di Dallas che anzi mostra sin troppo agonismo e adrenalina se, con ancora 4′ da giocare nel primo quarto, dopo un tip-in di Perkins su un errore di Harden, a suo modo di vedere da annullare per interferenza a canestro, era così furibondo che uno dei suoi assistenti lo ha dovuto letteralmente placcare per non farlo entrare in campo.

E’ solo l’inizio della gara-nella-gara di Carlisle che si sbraccia, urla, incita i suoi, si prende persino un tecnico il cui libero ha portato i Thunder per la prima volta a +10 (21-11). L’approccio mentale dei Mavs è stato loro fatale dato che hanno subito un 16-7 nei primi 5′ del primo quarto e un parziale di 16-5 durante il secondo e un altro 16-5 durante il terzo.

La gara è stata comunque come una corsa sulle montagne russe con i Mavs che dopo essere stati sotto 21-11 tornavano parzialmente sotto chiudendo il primo quarto 32-26. Ad inizio secondo quarto, con 2 liberi di West, i Mavs si sono riportano sul -4 ma tre bombe consecutive di West e Fisher riportano i Thunder sul +15 (48-33). Un timeout di Carlisle sembra sortire gli effetti voluti e i Mavs si riavvicinano. Chiudono 50-41 il secondo quarto e al rientro in campo si portano fino al 50-45 prima di subire, come già detto, un altro parziale di 16-5 chiuso da una tripla di Sefolosha. La partita si chiude qui, i Mavs alzano bancdiera bianca, non ridurranno più il vantaggio a meno di 11 punti chiudendo il terzo quarto con 4/18 e 4 palle perse. Il quarto quarto è pura formalità.

“Stasera Kevin [Durant] ha stupito solo voi. Noi sappiamo che stasera è solo stato sé stesso.” – Russell Westbrook

“Sappiamo che non è ancora finita ma siamo avanti.” – Kevin Durant

“Abbiamo perso due partite punto a punto a Oklahoma e stasera non ci voleva avere questa brutta serata. Dobbiamo vincere una gara ne va del nostro orgoglio.” – Dirk Nowitzki

“Non dobbiamo essere frustrati. Tanto di cappello a loro. Ci hanno davvero surclassati. Dobbiamo imporre il nostro giocoe  ancora non ci siamo riusciti in questa serie.” – Jason Terry

“Ci hanno surclassati: saltavano più di noi, segnavano più di noi, correvano più di noi. Non siamo stati in grado di correggere i nostri errori o almeno limitare il loro gioco. Essere 0-3 è dura ma venderemo cara la pelle.” – Rick Carlisle, head coach dei Dallas Mavericks

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