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I play non segnano ma gli altri Spurs non fanno sconti

Grandissima attesa all’AT&T Center per gara 1 della semifinale di conference  tra i San Antonio Spurs, reduci da 14 vittorie consecutive tr)a -regular season e prima serie di playoff, e i Los Angeles Clippers, chiamati allo sforzo disumano della sesta partita in 11 giorni. Sfida nella sfida quella tra due dei massimi interpreti del momento del ruolo playmaker (Tony Parker e Chris Paul), quella tra due lunghi profondamente diversi nel loro stile ma non per questo meno efficaci (Tim Duncan e Blake Griffin) e quella tra due coach agli antipodi per storia e preparazione tecnico-tattica (Gregg Popovich e Vinny Del Negro) ma dato che, ovviamente, sarebbe profondamente ingiusto ridurre questa serie alla sola sfida tra singoli, questa è la sfida tra due squadre totalmente diverse da una parte una franchigia con tre Big (Parker-Ginobili-Duncan) all’ultima avventura assieme dopo anni di successi e in pieno ringiovanimento del roster, dall’altra una franchigia in cerca di identità con un roster interessantissimo e, forse, fin troppo giovane.

Ad aver la meglio è stata l’esperienza e la freschezza degli Spurs che escono dall’AT&T Center con una vittoria netta (92-108) costruita nei due quarti a cavallo dell’intervallo lungo (43-58 il parziale) frutto soprattutto della superiorità dei ragazzi di coach Popovich nel tiro dall’arco, 13/25 contro 9/19 (un risultato quello delle 13 triple che consente agli Spurs di eguagliare l’ennesimo record di franchigia in questi playoff) ma anche della grande superiorità sotto canestro di San Antonio che batte gli avversari anche per rimbalzi presi 47-34.

Partita molto fisica, con i Clippers che hanno praticato su Parker quella difesa molto rude (più volte i Jazz gliela avevano promesso senza mai metterla in atto, ndr), che a volte arrivava al limite del regolamento (ma comunque concessa dagli arbitri) che hanno finito per indispettire l’ex Mr Longoria, che ha spesso protestato con gli arbitri fin quando coach Popovich ha richiamato all’ordine il suo giocatore che ha prontamente obbedito.

Nell’ultimo periodo i Clippers provano a tornare sotto riuscendo a tornare sotto la doppia cifra di svantaggio per poi subire il nuovo allungo degli Spurs.

MVP della serata Tim Duncan che chiude con una doppia-doppia da 26 punti (12/20 dal campo) e 10 rimbalzi, ben coadiuvato dalla riserva di lusso Manu Ginobili (22 punti), Kawhi Leonard (16 punti, 6 rimbalzi) e Danny Green (15 punti, 6 rimbalzi). Neanche in doppia cifra Parker che si ferma a 7 punti con 1/9 dal campo ma smistando 11 assist ai compagni.

Per i Clippers ottima prestazione di Bledsoe che chiude con uno strepitoso 10/16 dal campo che gli vale 23 punti. Griffin, limitato nel minutaggio (28′) dalla distorsione al ginocchio sinistro rimediata contro Memphis, cattura 9 rimbalzi ma si ferma a 15 punti (7/17 dal campo) così come Butler (6/13), 13 i punti di Young (4/7 dal campo) mentre in ombra finisce  Chris Paul che chiude con 6 punti e 10 assist.

Nel corso della gara i Clippers hanno anche perso Mo Williams (già in campo con le dita della mano destra doloranti e fasciate) che, caduto a terra dopo uno scontro, è stato colpito alla testa dal compagno Reggie Evans ma la sua presenza non dovrebbe essere a rischio per gara 2.

Gli Spurs restano quindi imbattuti dall’11 aprile (sconfitta casalinga contro i Lakers privi di Bryant) e la vittoria consecutiva numero 15 li mette in condizione di attaccare il record di 17 vittorie consecutive ottenuto nel 2004 (quando però furono poi sconfitti 4 volte consecutive dai Lakers e persero la serie!). Evidentissime le difficoltà dei Clippers dal punto di vista fisico: la serie combattutissima contro i Grizzlies sembrerebbe aver lasciato Paul & soci senza benzina e la cosa è grave soprattutto in considerazione del fatto che ai Clippers continuerà a mancare il tempo per recuperare le energie dato che il calendario fitto di impegni varato da Stern prevede che si torni in campo ogni 2 giorni.

Gara 2 giovedì notte sempre a San Antonio.

Una risposta a I play non segnano ma gli altri Spurs non fanno sconti

  • Franz scrive:

    Il turnover degli spurs ha dato frutti.Eccoci un Duncan Fresco e lucido.Se mantiene questi livelli San Antonio può sognare.Sempre più interessante Leonard.

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