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Harry “Dwight Howard” Potter e Lord “Van Gundy” Voldemort: cronaca di una franchigia in autodistruzione


Nelson, Howard, Van Gundy, Smith nei Magic siamo al tutti contro tutti

L’eliminazione ai playoff per mano dei Pacers ha aperto forti dubbi sul futuro degli Orlando Magic e del loro roster: divisi tra l’idea di rifondare e quella di dare continuità ad un progetto che poi in realtà progetto non è. Le situazione contrattuali che più preoccupano sono quelle delle punte di diamante del roster Dwight Howard e Jameer Nelson chiamati a decidere del loro futuro. La situazione è fortemente ingarbugliata e in molti chiedono la testa di Otis Smith per il suo operato scadente e per la mancanza di incisività nel decidere del futuro di quella che ora è diventata (risultati alla mano) la seconda franchigia della Florida.

Partiamo dalla situazione “nuova”. Nelson, entro tre giorni dall’ultima uscita stagionale dei Magic (martedì) dovrà decidere (e dichiarare) se vuole utilizzare l’opzione sul suo contratto andando a guadagnare una cifra vicina i $8.5 milioni di dollari. Nell’immediato dopo partita Nelson è stato categorico nel chiedere delle garanzie per rimanere (“Amo questa maglia, amo questa città e vorrei rimanere ma si devono prendere altre decisioni prima della mia” ha detto il play): ma quali? Fonti vicine al giocatore e alla lega parlano di 2 richieste da parte del play: la testa di Otis Smith che lui ritiene non essere all’altezza per costruire un roster vincente e soprattutto la decisione sul futuro del coach Stan Van Gundy che quindi è stato scaricato anche dal play che finora era dato come uno dei suoi fedelissimi. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile che la decisione di Nelson arrivi dopo quella sul futuro di Van Gundy e Smith e per questo nell’ambiente Magic si sta creando una certa apprensione anche perché il futuro di Nelson è legato doppiamente con quello di Howard.

Proprio la posizione di Howard è altra fonte di tensioni centrifughe all’interno della franchigia. Il centro nativo di Atlanta ha infine deciso di rimanere un ulteriore anno ad Orlando chiedendo però che fosse allontanato coach Van Gundy con cui ha avuto più di uno screzio in questa stagione. Proprio come Harry Potter e Lord Voldemort, sembra che, in termini organizzativi, naturalmente, quando si tratta di Howard e il coach Stan Van Gundy, nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive: Van Gundy non potrà essere libero di allenare fino a quando Howard è a Orlando, e Howard non potrà mai dare tutto sul parquet fino a quando Van Gundy resterà l’allenatore.

La scelta più facile sarebbe quella di tenere la super star che, ernia del disco o no, Bynum o no, ha dimostrato di essere il centro dominante in NBA trasformando un roster per certi versi imbarazzante in una squadra da playoff. In teoria quindi, Orlando potrebbe semplicemente defenestrare Van Gundy per tenere buono il suo biglietto per i playoff…ma è una logica pericolosa, con o senza Van Gundy questi Magic rimarranno sempre una squadra con una star e tanti comprimari e senza alcuno spazio salariale.

Va anche detto che Van Gundy, pur avendo dimostrato grossi limiti nel gestire le star (Howard ora, Shaq in passato) ha anche fatto cose buone come trasformare un J.J. Redick in una macchina da tre punti su cui ora i Magic possono contare creando lo spazio sufficiente in campo per permettere ai Magic di diventare una delle migliori squadre della lega da tre punti. Senza dimenticare che è stato lui a riorganizzare da questa franchigia portandola dall’inferno alle Finals.

Dal canto loro i Magic, nella persona dell’amministratore delegato (CEO) Alex Martins (singolare che a rispondere non sia stato Smith, ndr) hanno risposto al giocatore di firmare una estensione di contratto cui sarebbe subordinata la possibilità di allontanare il coach: “Il nostro obiettivo primario è quello di farlo rimanere qui firmando una estensione di contratto solo quando sapremo cosa vuol fare Howard tutte le decisioni necessarie verranno prese” ha detto Martins, lasciando anche aperta la possibilità che il centro venga inserito in una trade qualora decidesse di non prolungare il contratto in essere. Una richiesta ragionevole per non ritrovarsi senza allenatore e senza star ma il giocatore continua a temporeggiare.

Insomma, un vero sfacelo. E’ il momento di chiamare le cose con il loro nome, una causa perso una causa persa, e Dwight Howard per i Magic lo è diventato, non c’è ragione perché lo diventi anche Stan Van Gundy.

Una franchigia come Orlando non può più permettersi di restare ostaggio dei “capricci” di Howard (e Nelson) ed è necessario che i Magic prendano al più presto una decisione definitiva, per difficile e/o impopolare che sia, per il bene, prima di tutto, del buon nome degli Orlando Magic.

Fonti: THD, Real GM

9 risposte a Harry “Dwight Howard” Potter e Lord “Van Gundy” Voldemort: cronaca di una franchigia in autodistruzione

  • Pingback: Rivoluzione Magic: Van Gundy licenziato, Smith se ne va | NBA Italia news – notizie, video, curiosità e approfondimenti sul mondo NBA

  • Crix scrive:

    @ mvp, turkoglu è titolare… cmq c’erano Lewis, Carter, Arenas, gente che prendeva il quadruplo di Turkoglu e non faceva piu di quanto fa lui…

  • Crix scrive:

    Si al primo anno di Shaq agli Heat, sorry..

  • Crix scrive:

    Van Gundy è stato allenatore di Shaq ??

  • Bostoniano di nascita scrive:

    Ad ogni modo…ricapitoliamo:
    SITUAZIONE PRE LOCKOUT:
    Gioatori percepivano percentualmente più della metà dei profitti NBA tenendo in scacco i proprietari…Soprattutto le superstar…
    SITUAZIONE POST LOCKOUT:
    Giocatori percepiscono percentualmente più della metà dei profitti NBA tenendo in scacco i proprietari…anche non le supertar….infortuni a profusione…due mesi di inattività e mancate le relative entrate economiche….
    Beh non c’è che dire…QUANDO UNA COSA È UTILE È UTILE…benfatto…complimentissimi…

  • Danilo Scaffaro scrive:

    Tutto ciò mi fa pensare che Howard, se rimanesse, confermerebbe quello che ho sempre sostenuto: non è in grado di vincere nulla!!!

  • Bostoniano di nascita scrive:

    Van Gundy è certamente un ottimo allenatore, non credo sia in grado di gestire delle star con i loro capricci…ma di preciso…nelson sarebbe una stat????cioè posto che io non condivida affatto questi modi di gestire le cose…almeno nell’errore howard e una star e puó rivendicare il ruolo di centro più forte della lega!ma nelson?chi cazzo è?!deve ringraziare Van Gundy se oggi gioca una discreta pallacanestro…presuntuoso!
    Questione turkoglu perfettamente centrata…vecchio, bollito e strapagato!!
    Continuo a sostenere il bisogno di una rifondazione generale a partire da smith…ena bella pulizia di tutte ste mele marce…

  • mvp scrive:

    il vero problema in casa Magic si chiama Turkoglu. Un contratto sontuoso per un giocatore ormai alla frutta e che è incedibile perchè nessuno se lo prende. Pesa sul salary cap e limita molte opzioni: il vero problema per me è lui.
    Inoltre per me Van Gundy rimane un grandissimo allenatore

  • Pasquale scrive:

    Mah, si può anche capire (…) che Howard imponga dictat sul coach (anche se non condivido), ma che lo faccia anche Nelson e che la dirigenza gli dia anche retta mi sembra ridicolo. A Orlando siamo alla frutta.
    Per quanto mi riguarda, personalmente scaricherei tutti tranne il coach per rifondare.

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