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E’ 2-0 Thunder. Ora i Mavs rischiano

Vincere o uscire questo è il motto dei playoff ed è solo immaginabile quanto sia dura per Nowitzki e soci ritrovarsi ad essere loro la squadra che perde dopo aver vissuto sulle ali dell’entusiasmo i playoff della scorsa stagione.

Stanotte, a Oklahoma City, è maturata la seconda sconfitta per i Mavs, 99-102 il risultato finale, con il duo Westbrook-Durant che porta alla causa Thunder ben 55 punti. Seconda vittoria per i Thunder (sempre in cerca di vendetta per la sconfitta 4-1 dello scorso anno in finale di conference) arrivata ancora all’ultimo minuto segno evidente che ai Mavs manca quel pizzico di sana cattiveria agonistica, di fame di vittorie che lo aveva alimentato tutte le gare dei texani dello scorso anno.

La gara è comunque vissuta con i nervi tesi sin dalla prima metà del primo quarto quando Ibaka nel tentativo di stoppare Nowitzki lo colpiva all’occhio sinistro senza che gli fosse chiamato il fallo, poco dopo era Perkins, che mentre era a rimbalzo, nel tentativo di prendere posizione su un tiro da tre di Durant spingeva vistosamente alle spalle Nowitzki. Perkins ha poi seguito per un paio di passi il tedesco che lo ha allontanato con una spinta cui Perkins ha risposto con una cinquina a mano aperta…risultato tecnico per entrambi.

Poco dopo i Thunder hanno piazzato un parziale di 9-0 (in 82″) che ha consentito di chiudere in vantaggio (32-24) il primo quarto. La gara vive poi in equilibrio fino a quando con un altro parziale i Thunder, con 5:55 al termine del primo tempo, si portano sul 46-30.

A questo punto, con Nowitzki e Perkins di nuovo in campo insieme, il tedesco con grande personalità piazza un personale parziale di 10-2 che permette ai Mavs di arrivare sul 50-47.

Nel terzo quarto i Mavs tornano sotto chiudendo in svantaggio di soli 2 punti.

Nel quarto quarto si gioca punto a punto e il momento chiave della partita viene a 50.4″ dal termine: Kevin Durant,  al termine di uno dei possessi meno brillanti di Oklahoma, riesce a catturare un passaggio sotto di Harden (con solo 2.6″ al termine dell’azione) costringendo Terry al fallo che lo porta in lunetta, l’ala piccola non si fa prendere dell’emozione e realizza i 2 liberi che portano i Thunder in vantaggio sul 98-97. Nell’altra metà di campo è Nowitzki ad avere la palla per il contro sorpasso ma il suo fade-away è impreciso con la riserva di lusso James Harden che cattura il rimbalzo e subisce il fallo che lo porta per la prima volta in lunetta negli ultimi secondi di questa gara (realizzerà tutti e 4 i liberi che gli vengono concessi).

In casa Mavs, invece risultano fatali, oltre agli errori di Nowitzki, nonostante una partita da 31 punti, che ha fallito le sue 2 occasioni negli ultimi 75″, i due tiri da tre punti falliti da Jason Terry negli ultimi 5″.

Più di un campanello d’allarme per i Mavs che lo scorso anno riuscivano a portare a casa gare straperse proprio grazie ad ultimi quarti impensabili (clamorosa la vittoria sui Lakers cui furono recuperati 15 punti), mentre quest’anno, sull’onda lunga di quanto successo in stagione (nei 2 precedenti a Oklahoma i Mavs sono sempre stati in vantaggio a 3′ dalla fine per poi perdere) accade l’opposto.

“Non siamo stati abbastanza precisi. Abbiamo avuto le nostre occasioni e non le abbiamo sfruttate. Il basket nei playoff è così, se sbagli vieni punito.” – Rick Carlisle, head coach dei Dallas Mavericks

“Ora è tutto più difficile, ma nulla è perduto. Dobbiamo vincere giovedì a Dallas e poi i ragazzi sanno cosa fare. Certo però che è frustrante aver perso due gare così ed essere 0-2. Su Perkins non ho nulla da dire, ha cercato di intimidirmi anche dicendomi un paio di cosette, ma ha sbagliato persona e gli ho risposto per le rime.” – Dirk Nowitzki

“Siamo stati li lo scorso anno e sappiamo cosa ci attende: una lotta. Noi siamo pronti!” – James Harden

“Abbiamo vinto entrambe le gare nell’ultimo minuto? Questi sono i playoff, spesso vince la squadra con più resistenza” – Russell Westbrook

“Il basket nei playoff è cattiveria, un gioco per uomini. E questo è stato tra me e Dirk, nulla di più.” – Kendrick Perkins

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