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Bryant non basta. Denver è una squadra e vince

Per continuare a sognare nel titolo sono indispensabili alcune qualità: tecnica, spirito di squadra, spirito di sacrificio, cattiveria agonistica, fame di vittorie e un allenatore competente (tra le altre) e al momento ai Lakers sembrano mancare fame di vittorie (Bryant escluso), cattiveria agonistica (Bryant escluso) e un allenatore competente. Ecco spiegata la differenza sostanziale maturata stanotte tra gli splendidi Nuggets di coach Karl e gli allucinanti Lakers di coach Brown, 113-96 il risultato finale. Ecco spiegato il volto pensieroso e sconsolato di Bryant mentre esce dal campo dopo la gara.

I Nuggets sono stati in grado di contenere bene o eccellentemente tutti i Lakers (tranne Bryant) costringendo a prestazioni a limite del decente Gasol (3 punti) e Bynum (11 punti con 4/11 al tiro) che ha perso l’ennesima occasione per dimostrarsi un uomo decisivo e provare a togliersi di dosso quella nomea di giocatore che si nasconde nei momenti topici così Bryant  finisce per predicare nel deserto, sfodera una prestazione da 31 punti (13/23 al tiro) e il tutto nonostante una notte passata, stile esorcista, a vomitare in albergo costringendolo a saltare la rifinitura mattutina e a sottoporsi a un reintegro di fluidi endovena. Vederlo spremersi in campo come un ossesso e vedere Bynum al limite dell’addormentato e Gasol incapace di fare una qualsiasi giocata in post avrà sicuramente infastidito più di qualcuno tra i sostenitori gialloviola che forse un pensierino a Howard per la sua incisività sotto canestro lo stanno tornando a fare (eloquente in tal senso il volto più che preoccupato del general manager Mitch Kupchak nel vedere questa gara).

Coach Karl la differenza sa come farla, sa come tirare fuori il meglio dai suoi e in campo si vedono dei veri leoni lottare su ogni palla, correre come ossessi per sfruttare al meglio la propria arma migliore ma soprattutto impedire all’avversario di chiudersi a riccio per difendere il canestro. Corsa, sacrificio, aiuto per il compagno in difficoltà, caratteristiche di una squadra che non ha mollato e che non ci pensa a mollare, qualità che solo un grande coach può inculcare e far tirare fuori ad una squadra. I Nuggets si stanno dimostrando una squadra vera meritevole di una semifinale di conference, in grado di battere in gara 7 questi Lakers che per potenziale rimangono una squadra da titolo. Solo che bisogna lottare per tirare fuori il proprio potenziale già a partire dalla gara contro i Nuggets perché Denver è una squadra troppo buona e con la panchina troppo profonda per mollare ora che si giocano la prima gara 7 dopo quella persa nel 1994 con Utah in semifinale di conference.

Di convesso, Mike Brown, che stupisce sempre di più per la sua espressione lucida e sveglia, (ma quando?) ci ha messo del suo: privo di idee e di panchina non riesce a spronare i suoi e a invertire la rotta di una gara che si indirizza verso Denver nel primo quarto (20-30 il parziale con uno 0-13 iniziale!!) e ci si accasa definitivamente nel quarto (23-36). E’ colpa sua? La sua buona dose di colpe certamente la ha: ha avuto mesi per tirare per le orecchie Bynum per sveglairlo e ha avuto mesi per cercare di trasformare Gasol in un pilastro più consistente del gioco offensivo della squadra anche in una stagione così fitta di impegni. Ma è pure vero che ad un certo punto Bynum deve giocare da leader e Gasol deve segnare più di uno striminzito 1/10.

Le guardie di Denver continuano a dominare la scena. Ramon Sessions è un upgrade difensivo di Derek Fisher ma non è un genio della difesa, ma solo un onesto difensore, niente di più e così a Ty Lawson sono bastati 18 tiri per mettere a segno 32 punti smistando 6 assist senza mai perdere una palla. Se poi aggiungiamo la reattività di Faried (15 punti, 11 rimbalzi) e la mettiamo a confronto con l’apatia dei lunghi dei Lakers ecco che raggiungiamo i 17 punti di distacco. Brewer chiude con 18 punti, Gallinari e Miller con 12.

Questo è il gioco di Denver se glielo si lascia fare come hanno fatto i Lakers che ora hanno 48 ore per invertire una preoccupante rotta che li sta portando alla deriva ma stavolta non usciranno da martiri come lo scorso anno, non avranno l’alibi di un Bryant menomato dal dolore al ginocchio visto quanto è riuscito a fare nonostante il malessere e quel che è peggio è che se anche Kobe riuscisse nel miracolo di migliorare le proprie percentuali (56.5% ieri) non servirebbe a nulla con questo Bynum e questo Gasol.

In questa serie Denver ha già espugnato una volta Los Angeles (e lo avrebbe potuto fare una seconda in gara 2) ma con le serie in parità dopo gara 6 aumentano esponenzialmente fattori come responsabilità, aspettative e pressione e il semplice fatto di ripartire da un pareggio potrebbe essere sufficiente per sopraffare nuovamente i Nuggets…ma non coach Karl che da inizio serie predica di aver vinto serie miracolose.

Non ci rimane che aspettare sabato per capire come reagiranno le 2 squadre intanto sarà il caso che molti smettano di parlare così tanto dei Lakers e comincino a parlare di quella squadra che, data già per spacciata dopo gara 4, si ritrova a gara 7 sulle ali dell’entusiasmo (altro che chiusi per la paura…vero Bynum?). La magia dei playoff colpisce ancora.

12 risposte a Bryant non basta. Denver è una squadra e vince

  • Paolo scrive:

    Roberto bastava scendere un po’ con il mouse per rendersi conto che sul sito ci sono servizi su ogni partita dei playoffs.
    Questo è un buon sito, che ultimamente pubblica anche molti piu articoli. Alcuni di noi appassionati si sca,bianco qualche idea e passiamo un po’ di tempo a discutere di un grande spettacolo.
    Se tu non hai voglia di farlo, o se ti vuoi semplicemente sfogare, fallo da qualche altra parte e non rompere i ….

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Roberto hai scritto la cazzata di turno…

  • Daniele scrive:

    Questa serie è spettacolare, sia per i demeriti di LA sia per l’impegno di Denver… Da tifoso Kobe, spero in una rinascita in gara 7 😀

  • Bostoniano di nascita scrive:

    Io prenderó le vostre parti finchè pubblicherete il RIDI CHE TI PASSA…ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
    (le prime immagini fatte cartoon peró erano più accattivanti…)

  • Mirko Novelli scrive:

    Evidentemente Roberto non sei tra i nostri più accaniti lettori altrimenti sapresti che stiamo cercando (d’accordo non sempre ci riusciamo ma anche noi siamo uomini) di portare avanti un lavoro che permetta a tutti gli appassionati di seguirci indipendentemente dalla loro fede. Se ti prendi la briga di andare a leggere gli articoli più vecchi (forse fai prima se ti colleghi alla pagina fabebook) ti accorgerei che stiamo trattando tutti gli scontri dei playoff allo stesso modo, con pari dignità, dedicando a tutte le sfide un articolo.
    Detto ciò se segui questa serie da me commentata e raccontata troverai solo degli accenni alla sfida Bryant-Gallinari che per certi versi è secondaria nella sfida tra 2 squadre totalmente opposte nel modo di giocare e interpretare una gara.
    Se avrai il tempo e la pazienza di leggerci e seguirci sono certo che ti accorgerai che questa volta hai preso un abbaglio.

    Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli altri lettori che hanno preso le nostre parti.

    Continuate a leggerci e se potete (volete) aiutateci a crescere sia in termini numerici (suggerendoci agli amici) sia in termini di qualità (continuando a discutere nelle nostre pagine di questo splendido sport che è il basket).

  • Bostoniano di nascita scrive:

    Mah…in effetti potevano parlare anche un pó di più della serie sant’ambrogio-buccinasco…o anche chessó…del testa a testa nelle elezioni…e in ultimo della love story tra belen e de martino no??cioè la serie LAL DENVER mi pare ricca di spunti….ahahahahahahah

  • angelo scrive:

    Roberto di Bari, sei x caso ubriaco? Nell’articolo sulla serie lakers-nuggets secondo te di cosa bisognerebbe parlare?? mamma mia certa gente è furiosa proprio….

  • mvp scrive:

    che moscio gasol!

  • Mark scrive:

    Non se ne parla negli Usa di Kobe-Gallinari semplicemente perché sono americani!In Italia è ovvio che si parli dell’unico italiano ai playoffs che sfida uno dei giocatori migliori di sempre dell’NBA,per altro con un passato in Italia.E’ normale che sia così!E’ sempre stato così e lo sarà per molto tempo!Poi non vorrei mettere i puntini sulle “i” ma sarebbe Eastern Conference.

  • Cetrangolo scrive:

    Ma questo è l articolo di questa partita poi ci sono gli altri..ma cosa scrivi,meglio che stai zitto va!

  • Roberto Di Bari scrive:

    E’ possibile che per voi tutti i playoffs della NBA siano solo Lakers – Nuggets? Sembra che non ci sia altro. Mi riferisco a tutti quelli che parlano a vario titolo di questo evento giornali, siti, tv. Stanotte sono successe altre cose interessanti nella NBA, ma sembra che non interessi a nessuno. Si parla solo del duello Kobe-Gallinari, di cui siete gli unici interessati. Da loro nessuno ne parla, lo fate solo voi qui in Italia. Allora vi sveglio io stanotte i tanto bistrattati Boston Celtics hanno passato il 1° turno dei playoff, mentre i campioni della Estren Confence sono usciti per merito di Phila. Ma per voi ci sono cose più importanti di cui parlare.

  • Grande Gallo !!

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