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San Antonio demolisce i Lakers

La pesante sconfitta in Texas riapre la lotta per la testa della Pacific Division: Clippers ad un soffio dallo storico sorpasso

Dalla partita di stanotte  tra San Antonio e Lakers (la terza in meno di una settimana), importantissima per entrambe le squadre che si giocano rispettivamente prima e terza posizione di conference, si evince un fatto chiaro anche leggendo le statistiche della stagione: questi Spurs sono superiori a questi Lakers. E a poco serve il rientro di Bryant (18 punti, 7/12 dal campo nonostante una vistosa calza protettiva della parte lesa) se nelle file gialloviola spariscono nell’ordine Session (5 punti), World Peace (10 punti) e Gasol (11 punti) e soprattutto il ritorno del Black Mamba diventa inutile se dall’altra parte il trio Parker-Ginobili-Duncan segnano a referto almeno 20 punti a testa. Risultato finale? 121-97 per il texani.

La storia della partita è la storia di una partita che si incanala subito in un certo binario con i Lakers incapaci di venirne fuori tanto che dopo soli 12 minuti di gioco gli Spurs mettono in cascina 7 punti di vantaggio segnando ben 32 punti in 12′. Nel secondo quarto la situazione cambia solo parzialmente, con i Lakers che riescono a tornare negli spogliatoi sul -4. Al rientro in campo sarebbe lecito aspettarsi dei Lakers con il sangue agli occhi invece ancora una volta sono gli Spurs a spuntarla con un altro quarto da oltre 30 punti (35-21) che di fatto chiude la gara con 12′ di anticipo vista la resa quasi incondizionata dei gialloviola di coach Brown che concedono altri 30 punti in un quarto agli avversari.

“Sono tornato ma solo per mezza gara, nella prima parte si vedeva come fossi imballato nei movimenti, poi mi sono sciolto ma ormai era tardi e loro erano troppo lontani. Vanno fatti i complimenti agli Spurs che hanno fatto un’ottima gara. Questo team, l’allenatore Popovich, l’esperienza che hanno, le rotazioni fatte sono state perfette, ma se avremo la fortuna di incontrali a playoff state certi che anche noi saremo in grado di presentarci diversamente.” – Kobe Bryant

“Kobe era arruginito e si è visto ma noi abbiamo fatto la nostra gara. E abbiamo vinto riscattando completamente la sconfitta della settimana scorsa.” – Tony Parker

In casa Lakers è stato piuttosto evidentemente come la presenza di Bryant abbia influito negativamente sul gioco dei campagni che, ritrovata la stella, sono tornati a nascondersi (tranne Barnes che invece si è confermato su buoni livelli) e a dimenticare quanto di buono avevano mostrato nelle 7 gare senza di lui.

Per gli Spurs che con Memphis si dimostrano la squadra più in forma del lotto (8-2 nelle ultime 10 gare), è una vittoria importantissima contro una squadra che si è presentata ai cancelletti di partenza della stagione come una contender e che invece ora rischia di finire sotto anche ai cugini dei Clippers ora distanti solo mezza partita e che consente a San Antonio di mantenere immutato il vantaggio nei confronti di Oklahoma City.

Va detto che in parte era prevedibile che il già esiguo vantaggio accumulato dai Lakers prima del rush finale tendesse ad assottigliarsi viste le gare che questo imbarazzante calendario (probabilmente fatto dalla stessa mano assassina di quello della Premier League inglese) proponeva a Bryant & Co nelle ultime 2 settimane di regular season, che torneranno in campo domani notte, allo Staples Center, per un altro scontro difficilissimo contro i Thunder (in caso di sconfitta, con ogni probabilità, i Clippers si ritroverebbero a guidare la Division!) prima dell’ultimo, più abbordabile (sulla carta), impegno con i Kings che non avranno più nulla da chiedere a questa stagione. Per contro, i rivali Clippers sono attesi da 3 partite con New Orleans, Atlanta e New York.

San Antonio è invece attesa prima dal doppio impegno casalinga con Cleveland (domenica) e Portland (lunedì), poi dalle gare esterne con Phoenix (mercoledì) e Golden State (giovedì) a fronte dei Thunder che dovranno invece affrontare per l’appunto i Lakers (a Los Angeles domenica notte), i Kings (a Oklahoma City martedì) e i Nuggets (ancora a Oklahoma City mercoledì).

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